
di Peppino Brescia
già parlamentare e sindaco di Melfi
In questi giorni di dolore profondo, personale e collettivo, per il popolo palestinese, per lo sterminio in atto di bambini e di migliaia di civili, decisi e condotti dal governo israeliano e dal criminale di guerra Benjamin Netanyahu, mi è ritornata in mente la storia recente del Partito Democratico di Basilicata e del suo declino in atto, spero recuperabile.
È la vicenda dell’allora giovane Segretario regionale PD lucano, Raffaele La Regina, sfiduciato dalla carica di segretario e costretto a fare un passo indietro da candidato alle elezioni politiche del 2022, reo di aver dichiarato negli anni precedenti di essere d’accordo con la risoluzione dell’ONU di “Due Popoli, Due Stati”, unica strada per porre fine all’atavico conflitto israeliano-palestinese e che da anni ha reso incandescente tutto il Medio Oriente.
Un errore politico grave, commesso a Roma e in Basilicata nei confronti di La Regina, per inseguire una strumentale e voluta polemica di giornali di destra, utilizzata anche all’interno del PD per efferati calcoli personali e, in alcuni casi, correntizi, tali da arrivare addirittura alle accuse di antisemitismo per un giovane dirigente da sempre riconoscibile e impegnato nel sostenere la causa della lotta verso ogni tipo di discriminazione.

Raffaele La Regina
È stata una cosa ignobile, dal punto di vista politico e personale, che ha portato a disastri elettorali nella nostra regione, rendendo politicamente inutile un PD che stava tornando a essere centrale. Fino al regalo alla destra delle ultime elezioni regionali. La posizione pubblica del giovane Raffaele La Regina sulla risoluzione dell’ONU era quella fatta propria e sostenuta da Enrico Berlinguer, Segretario del PCI, dalla Democrazia Cristiana di Aldo Moro, dai partiti democratici, riformisti e laici della cosiddetta Prima Repubblica.
“Due Popoli, Due Stati” è la risoluzione che oggi tutti auspicano a livello internazionale e che solo il criminale di guerra Netanyahu, appoggiato dal Presidente americano Trump (assieme a pochi altri governi di destra) impediscono che si possa realizzare.
Quando il giovane Raffaele La Regina, negli anni degli studi universitari e senza alcun ruolo, sosteneva la risoluzione dell’ONU, mostrava grande carica ideale e lungimiranza politica, sicuramente corroborata da qualche postura generazionale acerba, e mai contro il popolo israeliano, bensì contro i suoi governi impegnati ad occupare i territori palestinesi con insediamenti di coloni, in una visione espansionistica e di annientamento della Palestina.
È la storia di questi giorni. Si bombardano ospedali, autoambulanze, moschee, si uccidono migliaia e migliaia di palestinesi, civili, uomini, donne, bambini, con il solo ed unico obiettivo, annientare un popolo e il suo sterminio programmato.
E’ chiaro a tutti che il terrorismo di Hamas è diventato solo un alibi per annientare quello che è rimasto del popolo palestinese, una vera e propria pulizia etnica, per continuare la strada antica dell’annessione dei territori.
Riconoscere a Israele il diritto di esistere e condannare con fermezza il massacro di Hamas del sette ottobre 2023, significa anche condannare quello che si configura sempre più come un genocidio. 
Bisogna dire basta. Denunciare lo sterminio, gridare al mondo di fermare il criminale Netanyahu, come ha fatto in questi giorni anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: “…E’ inaccettabile il rifiuto di applicare le norme del diritto umanitario nei confronti dei cittadini di Gaza. Si impone il cessate il fuoco……I palestinesi hanno diritto al loro focolare entro confini certi ed è grave l’erosione dei territori attribuiti all’Autorità nazionale palestinese…”.
“Il governo Meloni e l’Unione europea riconoscano lo Stato di Palestina. Un gesto simbolico, certo, ma dal grande significato politico, così come interrompere le relazioni commerciali con Israele”, come chiede Anna Foa, non una pericolosa antisemita, ma una storica italiana di origine ebraica e autrice di libri sulla Shoah.
Molto significative le decisioni del Presidenti della Regione Puglia e dell’Emilia Romagna di interrompere i rapporti con Israele, per mandare un segnale istituzionale dal basso al governo Meloni, all’Unione Europea.
Già la Spagna non ha chiuso gli occhi di fronte alla pulizia etnica contro il popolo palestinese. Il governo spagnolo, procedendo con la schiena dritta e senza guardare ad interessi ristretti, ha riconosciuto lo Stato di Palestina.
Il governo israeliano va isolato nel mondo, non accarezzato come fanno Giorgia Meloni e i suoi ministri.
“Due Popoli, Due Stati”, come chiede l’ONU, come sosteneva e sostiene il giovane Raffaele La Regina (onore al suo coraggio), deve essere la parola d’ordine.
Che cosa possiamo fare noi semplici cittadini? Forse qualcosa di simbolico come può esserlo partecipare alla manifestazione del 7 giugno alla quale mi auguro che torni a prendere parte La Regina, che il PD non lo ha mai abbandonato, nonostante tutto. Ne abbiamo bisogno.
Ognuno, se può e vuole, faccia sventolare la bandiera palestinese per fermare Hamas e Netanyahu.