Scrutando il territorio, non mi sono fermato ai confini della Basilicata, so
no andato oltre, osservando ,monti, mare, insenature. piccoli approdi naturali. Tutto sembrava appartenermi. Perché? Mi sentivo a casa, anche stando in luoghi oltre il confine regionale. Ma quale confine.!..Se le genti parlavano il mio dialetto, ma quale confine!… Garbati e gentili, ospitali. Ognuno aveva la “sua” casa, il suo orto, come da noi in Basilicata. Profumi di spezie, uguali, come il cibo, gli stessi sapori, le stesse fattezze. Solo una avvenimento li mortificata, il nome dato in seguito alla spartizione, della terra lucana: Campania. 
Si sono sentiti privati della loro identità, della loro madre. Non si sentono campani, allora si fanno chiamare Cilentani, lucani di Vallo, Vallesi di Diano e aggiungo io: più lucani di Paestum ? Sono andato oltre, mi son fermato a Bosco di San Giovanni a Piro, vi ho conosiuto bravissima gente. Ho chiesto loro:<< vi sentite lucani o campani ? >> Mi hanno risposto: << Il nostro sangue è lucano.>>
TERRA MADRE LUCANA
Non è un quadro,
non confondere:
è la mia terra.
La terra dei parchi,
dei monti più alti, più belli
sud Italia.
“Grande Lucania”” con nevi
e distese di boschi, valli.
Con spiagge con incantevoli
approdi, con la sabbia dorata ricercata
Il cui scorrere preciso,
disegna
il tempo in vetri di clessidra.
Coste rocciose, con mare
profondo
dove il Cristo si specchia e
domina,
confuse lo scrivano
piemontese
mandato al confino; da
Aliano,
narrò del deserto intorno a se,
E scrisse, Cristo si è fermato ad Eboli.
Beh…il Levi, poverino, prese un abbaglio.
Il Cristo si è fermato a….
Maratea
a contemplare il golfo più
bello, la terra più pura…Che
sorprende.
La terra con l’unico vulcano
ad oriente degli Appennini,
un vulcano con due
splendori,
offerti come luminari di Dio
uno è il sole, l’altro è la luna.
Un vulcano che non offre
lapilli,
ma offre al firmamento,
un calice di Aglianico,
e da acque minerali cristalline.
Terra ricercata,
per raccontare e far rivivere il
passato
racchiuso nell’orrido nei Sassi
in dimore scavate, estirpate
alla gravina, rupestre e
selvaggia.
Terra generosa, dalle sorgenti
pure
che inviano quei rigagnoli di
purezza,
a bocche assetate.
Terra lucana… Divisa,
ferita e stanca…
che hai commosso la luce,
e la luce, ti ha eletta sua
erede:
ti ha donato il suo nome:
Lucania,
quella luce del mattino
antelucana
promessa del nuovo giorno…
