TERRA MADRE LUCANIA

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DOMENICO FRIOLO

DOMENICO FRIOLO

Scrutando il territorio, non mi sono fermato ai confini della Basilicata, so15941951_10206087644029443_2005855696_nno andato oltre, osservando ,monti, mare, insenature. piccoli approdi naturali. Tutto sembrava appartenermi. Perché? Mi sentivo a casa, anche stando in luoghi  oltre il confine regionale. Ma quale confine.!..Se le genti parlavano il mio dialetto, ma quale confine!… Garbati e gentili, ospitali. Ognuno aveva la “sua” casa, il suo orto, come da noi in Basilicata. Profumi di spezie, uguali, come il cibo, gli stessi sapori, le stesse fattezze. Solo una avvenimento li mortificata, il nome dato in seguito alla spartizione, della terra lucana: Campania. 15941907_10206087644069444_950814737_n

Si sono sentiti privati della loro identità, della loro madre. Non si sentono campani, allora si fanno chiamare Cilentani, lucani di Vallo, Vallesi di Diano e aggiungo io: più lucani di Paestum ? Sono andato oltre, mi son fermato a Bosco di San Giovanni a Piro, vi ho conosiuto bravissima gente. Ho chiesto loro:<< vi sentite lucani o campani ? >> Mi hanno risposto: << Il nostro sangue è lucano.>>

TERRA MADRE LUCANA

Non è un quadro,

non confondere:

è la mia terra.

La terra dei parchi,

dei monti più alti, più belli

sud Italia.

“Grande Lucania”” con nevi

e distese di boschi, valli.

Con spiagge con incantevoli

approdi,  con la sabbia dorata ricercata

Il cui scorrere preciso,

disegna

il tempo in vetri di clessidra.

Coste rocciose, con mare

profondo

dove il Cristo si specchia e

domina,

confuse lo scrivano

piemontese

mandato al confino; da

Aliano,

narrò del deserto intorno a se,

E scrisse, Cristo si è fermato ad Eboli.

Beh…il Levi, poverino, prese un abbaglio.

Il Cristo si è fermato a….

Maratea

a contemplare il golfo più

bello, la terra più pura…Che

sorprende.

La terra con l’unico vulcano

ad oriente degli Appennini,

un vulcano con due

 splendori,

offerti come luminari di Dio

uno è il sole, l’altro è la luna.

Un vulcano che non offre

lapilli,

ma offre al firmamento,

un calice di Aglianico,

e da acque minerali cristalline.

Terra ricercata,

per raccontare e far rivivere il

passato

racchiuso nell’orrido nei Sassi

in dimore scavate, estirpate

alla gravina, rupestre e

selvaggia.

Terra generosa, dalle sorgenti

pure

che inviano quei rigagnoli di

purezza,

a bocche assetate.

Terra lucana… Divisa,

ferita e stanca…

che hai commosso la luce,

e la luce, ti ha eletta sua

 erede:

 ti ha donato il suo nome:

 Lucania,

 quella luce del mattino

 antelucana

 promessa del nuovo giorno…

 

 

 

 

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Domenico Friolo...

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