AMANTI DEL BLUES, TUTTI A MATERA!

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IDA LEONE

E se invece siete distratti amanti del jazz (E’ UNA BATTUTA), andateci lo stesso a Matera, in Casa Cava, che una cosa così forse non l’avete mai vista: 66 Blues Band, quasi 300 musicisti, provenienti da diverse regioni italiane e da alcuni angoli lontani d’Europa, che suonano tutti nello stesso luogo, in un concerto ininterrotto dal pomeriggio a notte fonda, per due giorni di seguito.

E’ la 6° edizione del South Italy Blues Connection (SIBC), promossa dall’Associazione Musicale “Blue Cat Blues” di Potenza, diretta da quei geniacci di Donato Corbo e Rosario Claps.

Perchè il SIBC non è solo musica: è un evento culturale, sociale, aggregativo, e perfino di alta formazione. L’idea consiste nel richiamare i più importanti gruppi blues al momento sulla piazza e di concentrare la loro esibizione in due giorni, il 24 e 25 giugno 2017 con concerti no-stop dalle 15:30 alla mezzanotte, mettendo a confronto le esperienze musicali e di formazione degli artisti e degli appassionati. L’incontro si svolge nella magia della grotta di tufo di CasaCava, nel cuore dei Sassi, dove aleggia l’antica cultura di campi e sudore e di millenaria fatica umana che è la stessa da cui arriva il blues più autentico;  uno scenario perfetto, per accogliere la musica nata nei campi di cotone, e i suoi musicisti. L’evento riesce ad ottenere la condivisione delle varie esperienze musicali italiane (e non solo) nel segno del blues, attraverso le esibizioni, ma anche attraverso attività di alta formazione musicale, tenuta dai più importanti esponenti italiani del blues, in affollatissime sessioni di workshop.

E poi, ci sono gli eventi collaterali, l’off SIBC: i seminari di CINEMA E BLUES, (domenica 25 dalle ore 11:00 alle 13:00 Musiche per i film: Il Blues nelle Colonne Sonore”), il concorso fotografico CATTURA IL BLUES, 2° edizione, nel quale, previa iscrizione gratuita, sarà possibile fotografare i momenti più caldi e le fasi salienti del festival SIBC (le foto meritevoli saranno poi stampate e esposte sul sito dell’evento); e, di conseguenza, la mostra fotografica itinerante FACCE DA BLUES, che raccoglie foto e volti dei musicisti che nelle precedenti edizioni sono passati al South Italy Blues Connection.

Mi è capitato di parlare spesso, nell’ultimo anno, con Rosario Claps e soprattutto con Donato Corbo, e ho seguito un bel po’ di loro esibizioni a Potenza, sempre affollate di appassionati. Si arrabbiano a vedere quanta promozione e rilevanza é stata data a chi é venuto a vendere spettacoli di blues preconfezionati, calati da Milano, e chiuso il sipario del Teatro Stabile é ripartito senza lasciare nulla, mentre il SIBC fa una gran fatica a costruire la sua promozione giorno per giorno, e spesso con risultati non all’altezza degli sforzi. Si arrabbiano a sentir parlare di “festival”, il SIBC nasce “da” e soprattutto “per” i musicisti blues. L’idea è farli incontrare, creare contatti e dinamiche di  rete per inserirsi in festival e rassegne di tutta Italia. Grazie al SIBC sono nate collaborazioni e lavoro per tutto l’anno, alcun altri eventi blues nazionali e locali sono stati affiliati, e molti altri eventi sparsi in tutta Italia attingono dal SIBC per la realizzazione del proprio cartellone. 

Ho parlato spesso con Donato e Rosario e ne ho talvolta raccolto lo sfogo: il blues è un genere musicale vivissimo, cosa di cui nessuno sembra rendersi conto; trovare gli sponsor è ogni volta uno strazio, e invece richiamare 300 musicisti (e i tecnici, e le famiglie, alla fine quasi 1.000 persone) in un solo luogo è un evento potente, della cui portata nessun operatore turistico, nessuna Federalberghi, nessuna agenzia di viaggi, nessun finanziatore pubblico o privato sembra accorgersi, nè a Matera nè a Potenza. In occasione della due giorni di evento, il programma off potrebbe essere ben più vasto, e comprendere ad esempio un mercato mobile di prodotti freschi e tipici, di produzioni artigianali, di altri eventi collegati e collaterali, di spazio per i bambini, di workshop musicali per il grande pubblico, che magari vuole capirne di più delle sonorità e dei ritmi nati nel profondo Sud degli Stati Uniti, e, prima ancora, nella grande mamma Africa: tutte occasioni per diffondere la cultura del blues. Tutte cose che con le loro sole energie i pur vulcanici Rosario e Donato non riescono a fare: mancano le braccia, mancano le risorse, manca un motore europeo che metta tutto insieme e ne ricavi un evento che coinvolga l’intera città e la regione, facendone il punto di rifermento per il blues nell’intero Mediterraneo.
Forse, chissà, nella edizione numero sette.

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Sull' Autore

Esperta di Fondo Sociale Europeo e delle politiche della formazione e del lavoro. Mi interesso anche di fenomeni di innovazione sociale e civic hacking: open data, wikicrazia, economia della condivisione, creazione ed animazione di community di cittadini. Sono membro del gruppo di lavoro che ha portato Matera a Capitale europea della cultura per il 2019. Sono orgogliosamente cittadina di Potenza e della Basilicata, e lavoro e scrivo per migliorare il pezzetto di mondo intorno a me.

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