PERCHE’ IL GOVERNO REGIONALE DEVE ANDARE AVANTI

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NICOLA BUX

Sull’onda degli sconvolgenti risultati elettorali del 4 marzo, tanti si stanno impegnando, soprattutto nelle regioni del Sud maggiormente colpite dallo “Tsunami” del M5stelle, ad interpretare quello che è successo, a studiarne le cause e gli effetti in vista del prossimo imminente ritorno alle urne per il rinnovo dei Consigli Regionali.

In Basilicata la tensione appare più alta in quanto l’Istituzione Regionale non è stata mai attraversata dai venti della alternanza politica.

Da sempre governata dal medesimo gruppo politico, mutato nel tempo solo per effetto delle modifiche nella nomenclatura del potere centrale, la nostra regione offre, oggi, per la prima volta il fianco a curiosità e giudizi più rigorosi.

La lettura del successo dei “grillini” e “leghisti” viene letta ed auspicata dalla gente lucana, dagli osservatori, dai Social, dai quotidiani locali, come la grande occasione per un radicale cambiamento e conseguente riscatto.

Alcuni si spingono, pure, ad augurare contestualmente l’apertura di crisi o rimpasti regionali, sconvolgimenti nei programmi di spesa, cambio di management nelle strutture di sottogoverno e nelle società partecipate, ovvero modifiche agli assetti amministrativi e dirigenziali.

Certamente, i responsabili e politici, storici ed attuali, del governo regionale hanno poco stimato le più recenti criticità del nostro sistema economico, istituzionale e sociale, ed ora dovranno a maggior ragione assumersi le responsabilità per il bene della collettività, ma anche per il loro stesso prestigio e per la storia che li riguarda.

Non possono, però, mollare gli “ormeggi”, abbandonare la realtà o saltare sul carro dei vincitori come qualcuno già si aspetta per cercare salvaguardia o nuove posizioni.

Neppure i partiti di governo possono correre freneticamente ai ripari per recuperare alleanze, credibilità e consensi attraverso depurazioni, ancor peggio ripescaggi e premi per i perdenti fuori dal Parlamento, come accaduto in tante circostanze.

Appare evidente, invece, che l’attesa delle strategie delle segreterie dei partiti a Roma, le difficoltà di formazione di un rapido governo nazionale, la complicata ma auspicata riforma elettorale, l’inderogabile tendenza alla tripolarità delle forze in campo, le possibili mutazioni di alleanze e convergenze fra i partiti, possano rappresentare un freno o uno stallo per il cammino delle Istituzioni Regionali.

Questo scenario, di dipendenza dai poteri forti del centro, farebbe  il gioco della protesta locale e delle facili critiche, alimenterebbe ulteriore tensione nei processi di stabilizzazione e condivisione di progetti di sviluppo in atto, rallenterebbe la progettualità e la spesa di utilizzo delle risorse comunitarie, disorienterebbe gli operatori economici più lenti a cogliere invece i segnali di miglioramento degli indicatori di sviluppo, ammodernamento e apertura a nuovi mercati.

La classe dirigente locale ha il dovere-potere di porre in essere i più utili ed immediati correttivi per rendere più ampia e qualificata la propria azione, anche per soli pochi mesi.

Deve recuperare, altresì, tutte le idee e gli spunti necessari a lanciare, non segnali di semplice facciata o sola convenienza, ma di leale attenzione a  quelle idee o istanze emergenti che possano obiettivamente tradursi in vantaggi alle piccole e medie imprese e ai giovani in cerca di occupazione.          

Intanto, il paradosso della recente campagna elettorale è stato quello di non riuscire a spiegare, tradurre e cogliere gli effetti delle proposte sui propri territori.

Molti candidati si sono impegnati a replicare temi, slogan e toni, propri dei rispettivi “capi partito”, senza cogliere pienamente elementi di correlazione con le problematiche locali,  ovvero senza introdurre nei dibattiti le specificità del territorio rappresentato.

In realtà molte buone proposte per uno sviluppo diverso della Basilicata erano e sono presenti, trasversalmente nei singoli programmi elettorali: proposte capaci di generare effetti positivi, soprattutto se adattate alle criticità e risorse locali.

Come non credere ai vantaggi derivanti da promesse come:

  • le agevolazioni o riduzioni delle tasse che aiuterebbero la piccola impresa lucana a ritrovare nuovo slancio verso le innovazioni;
  • l’abbattimento o riduzione degli oneri previdenziali per nuove assunzioni che contribuirebbe ad elevare l’occupazione e frenare la fuga dei giovani lucani;
  • gli incentivi alla inclusione, alla povertà o all’inserimento nel mondo del lavoro, che rappresenterebbero vero ossigeno per tante famiglie lucane?

Queste e altre proposte elettorali di politica economica, funzionali allo sviluppo della Basilicata, richiedevano approfondimenti ma la loro omologazione o anche contestazione andavano correlate, misurate e rapportate alle potenzialità del nostro territorio.

Il dibattito, sia di tipo tradizionale sia del tipo mediatico, è scivolato sempre sul personalismo, poco sul senso critico del confronto dialettico, ed è stato sferzato, sia dal desiderio incontrollato del nuovo che avanza, sia dalla necessità inderogabile di un cambiamento nella classe dirigente locale, poco capace di far sentire a Roma la voce della nostra periferia in tante problematiche.

Ora, nel proseguo degli eventi nello scenario nazionale, i Governi regionali hanno piena legittimazione a proseguire, correggere o diversificare i loro programmi, ma senza nuocere alle relazioni economiche e sociali che non dovranno subire esitazioni, ritardi o scompensi, ancorché in un quadro, ormai permaneNte, di competizione politica, in questo ultimo scorcio di legislatura.   

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

1 commento

  1. Nicola Manfredelli il

    Traspare, in questa analisi, la preoccupazione verso il pericolo di un eventuale avvento al potere di forze politiche diverse da quelle dei partiti tradizionali. Al punto in cui siamo, io penso invece, che non bisogna attardarsi a fare il tifo per qualcuno ma occorre soltanto valutare le azioni e i comportamenti di ognuno, rispetto ai quali la prosecuzione degli attuali partiti e uomini al governo della Basilicata, può essere accettabile e plausibile soltanto se si registra un profondo cambiamento nel modo di gestire risorse e programmi, in modo corretto e trasparente e non truffaldino, come é stato fatto finora.

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