Purtroppo non siamo nei paesi del Nord Europa dove vige un senso etico nelle istituzioni pubbliche che è robusto e rigoroso. Siamo in un Paese dove ognuno pensa che a pulire il giardino condominiale debbano essere gli altri, dove chi butta le carte per terra si lamenta che la città è sporca e chi non si fa dare lo scontrino, occhieggiando d’intesa al cassiere, poi si lamenta dell’evasione fiscale. Un Paese dove il moralismo è di casa e il senso della misura non esiste. Quindi capita che chi di moralismo ferisce, spesso di moralismo perisce. Il fatto del Presidente della Camera, pizzicato dalle jene, per una utilizzazione in nero di una badante nella sua casa di Napoli, sta facendo il giro social & media dell’Italia non tanto perchè è il Presidente della Camera dei Deputati ma perché è pentastellato. E ai cinque stelle, che per dieci anni hanno parlato di sopraffazione, di abusi, di irregolarità, di corruzione, di affarismo, di privilegi, di uso dei beni pubblici, non si può perdonare niente, neanche che facciano pagare un caffè agli altri, proprio perché non hanno avuto il senso della misura e non hanno saputo dividere la moralizzazione del paese dal moralismo propagandistico. Già in campagna elettorale si è visto di tutto: una decina e passa di candidati non avevano certo brillato per correttezza , chi nascondendo condanne, chi ignorando carichi pendenti, chi dimenticando di dire se era stato candidato in altri partiti. E la stessa cosa per la riduzione degli stipendi, che molti, non tutti , hanno compensato con rimborsi straordinari di missioni e spese di rappresentanza , arrivando a totalizzare qualcosa come 600mila in un anno: altro che riduzione dello stipendio!. Dove porta questo ragionamento? Che la moralizzazione la gente la vuole e la insegue. Ma che il moralismo non ha niente a che vedere con la moralità e perciò non solo non paga ma rischia di diventare un boomerang veloce e pesante che si abbatte sul Movimento. Anche il Pci , nei tempi che io ricordo, era partito con le stesse campagne e con le stesse frasi, esattamente quelle che i cinque stelle hanno usato contro i nipotini di Stalin e di i e di Fanfani. E allora, se si vuole salvare questo Paese, c’è da sottoscrivere una sola regola comune: fare provvedimenti che aiutino la moralizzazione generale delle istituzioni, contrastino il malaffare, le lobbyes, diano trasparenza e certezza di legalità. Non ci si può mettere a gridare la bontà della propria merce e continuare a vivere la vita di un suck, con le sue regole che sono appunto antiregole. Rocco Rosa
LE TORTE IN FACCIA DEL MORALISMO
0
Condividi