Quanto alla Legge Fornero, il punto principale della revisione sarà il ritorno a quota 100, intesa come somma tra età anagrafica ed età contributiva. Ad esempio, una persona – secondo il contratto Lega-M5S, potrà andare in pensione a 65 anni e con 35 anni di contributi. Poi, a regime, cioè quando il sistema previdenziale sarà interamente contributivo, verrà lasciata massima libertà ai cittadini su quando andare in pensione. Si potrà scegliere, ad esempio, di interrompere l’attività lavorativa a 55 anni con 300 euro di pensione o a 80 anni con 3.000 euro. L’idea è quella di lasciare ai lavoratori la libertà totale di scelta.
Capitolo mini-Bot. Verranno introdotti come pagamento dei debiti della Pubblica Amministrazione fino a 25mila euro, sia per le aziende sia per i privati cittadini. Anche in questo caso ci sarà la libertà di scelta. Un cittadino, ad esempio per i crediti di imposta legati ad una ristrutturazione, o un’impresa, per un credito con la P.A,, potrà scegliere di attendere i tempi dei pagamenti cash da parte dello Stato o ricevere immediatamente il compenso dovuto, o una parte di esso, attraverso i mini-Bot. C’è infine il capitolo autonomia. Piena attuazione del trasferimento dei poteri alle Regioni che ne hanno fatto richiesta, Veneto e Lombardia, e alle altre che ne faranno richiesta. I 5 Stelle però insistono affinché il processo avvenga dopo un referendum consultivo regionale.