La tanto strombazzata assemblea del 16 novembre, che doveva suonare la sveglia nel pd e nel centrosinistra, sarà ancora una volta un passaggio interlocutorio, in attesa del vero appuntamento destinato ad incidere sulla politica regionale: la sentenza della Cassazione , la sola in grado di decidere l’agibilità del Presidente uscente, Marcello Pittella. E’ una sentenza che ovviamente riguarda solo fatti procedurali attinenti le misure cautelari, ma un’eventuale pronuncia sulla inappropriatezza delle stesse, non solo metterebbe il Governatore nella condizione di riprendere il timone della massima Istituzione regionale per questi mesi di ordinaria amministrazione, ma lo porrebbe in una condizione di riaprire l’interlocuzione politica con gli altri partiti per decidere il come, quando e con chi andare al rinnovo elettorale. In ballo ci sono due cose, l’una certa l’altra di più difficile realizzazione. Quella certa è ristabilire la leadership all’interno di un partito. Anche se arriva la bufera, l’essenziale è non perdere il tetto di casa. Poi, per ricostruire dalle macerie c’è tempo e si vedrà. L’altra, non impossibile ma oggi abbastanza improbabile, è portare il centrosinistra alla vittoria. E qui si sta giocando una partita non chiara a tutti ma visibile a chi mastica di politica . Poichè l’obiettivo per vincere è fare una coalizione larga, mentre i Margiotta, i De Filippo non si muovono in attesa di Pittella, Roberto Speranza copre i vuoti della iniziativa politica convocando , sia pure con qualche sollecitazione personale, il Sindaco De Luca e la giornalista Lasorella. Che è un modo per dire a Pittella : io vado avanti e se non vuoi far perdere il centrosinistra ti devi accodare. La risposta di Pittella è di dimostrarsi ligio alle regole del suo partito: è stata fatta una indicazione, io mi sono messo di lato e, nel momento in cui si deve decidere, lo Statuto parla di primarie obbligatorie, nel senso che possono non farsi solo se a chiederlo sono almeno il 70 per cento degli iscritti. Da qui l’invito, che verrà formalizzato il 16 novembre, a fare le primarie di Centrosinistra, con una partecipazione corale di tutti i partiti, sulla base di regole da stabilire . Comunque la si giri la frittata , non è con questi movimenti tattici che si può recuperare l’unità di una coalizione. Occorre mettere da parte le ambizioni personali e recuperare una coralità di intenti che è la precondizione per una partecipazione almeno dignitosa alla competizione elettorale. Più che di questi tiri e molla, tutti improntati al protagonismo e all’interesse politico individuale , c’è da dare una risposta alla delusione del popolo di centrosinistra, sconcertato di fronte a tanta manifestazione di irresponsabilità e di impotenza. rocco rosa
BUIO PESTO NEL CENTROSINISTRA
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