by ANTONIO NICASTRO
In questi giorni è scoppiata “trivellopoli”, l’indagine della Magistratura che ha scoperchiato la pentola sul mondo delle estrazio
ni con le problematiche sia politiche che ambientali e sanitarie. In attesa che la giustizia faccia il suo corso,vorrei fare delle riflessioni in merito ai costi dei prodotti estratti dal sottosuolo. Una prima contraddizione è rappresentata dal prezzo di benzina, gasolio e gas proprio in Basilicata: qui da noi, dove si trivella, i costi sono più alti rispetto ad altre regioni d’Italia e le dinamiche che determinano il costo alla pompa sfuggono ad ogni ragionevole logica.
Da circa un anno il costo della benzina è sceso, centesimo più centesimo meno, per la prima volta dal 2010 sotto 1,4 euro per ogni litro. Una cosa inimmaginabile fino a qualche tempo fa.
Ho chiesto al mio amico gestore quando è stata l’ultima volta che il costo della benzina era uguale ai prezzi praticati nell’ultimo anno, fatte le debite ricerche è venuto fuori che sono trascorsi oltre 5 anni, infatti il prezzo di 1,399 euro fu registrato l’ultima volta a novembre del 2010. Il picco con il prezzo più alto è stato registrato ad agosto 2012 quando la benzina arrivò a costare 1,865 euro al litro.
Il prezzo alla pompa non rispecchia l’andamento del prezzo del greggio, le accise incidono in maniera decisiva, se così non fosse avremmo pagato la benzina molto di meno di quanto la paghiamo.
Ho fatto delle ricerche ed ho scoperto che a novembre 2010 il petrolio era quotato 83 dollari ed il prezzo della benzina alla pompa (mi riferisco all’impianto di Potenza ove sono cliente) era di 1,399 euro al litro, oggi la quotazione oscilla intorno ai 40 euro, se ci volessimo avventurare in calcoli matematici che non tengono conto della tassazione potremmo azzardare ad affermare che avremmo dovuto pagare la benzina circa 1 euro al litro, così non è, probabilmente un poco di speculazione le compagnie la fanno, lo Stato ci mette del suo aumentando le accise.
Qualche riflessione bisogna pur farla perché al prezzo dei carburanti sono legati i prezzi delle merci, sia alimentari che non. Quando il prezzo della benzina è arrivato a sfiorare 1,90 euro a litro (il gasolio e il gas hano oscillato in proporzione), ci furono aumenti giustificati con il maggior onere per il trasporto, tutti i listini vennero adeguati e pur con qualche mugugno gli italiani si sono abituati a questi prezzi maggiorati.
Ora che il costo dei carburanti è clamorosamente diminuito di oltre il 30% non trovo riscontro di alcun ribasso di merci ed alimenti e qualcosa non mi quadra, è evidente che qualcuno fa il furbo e spero che le Associazioni di consumatori facciano il loro dovere.
Per noi lucani c’è da fare un altro importante ragionamento per quanto concerne le royalties che le compagnie che estraggono nella nostra regione devono versare alla regione ed ai comuni interessati dalle estrazioni. L’accordo prevede che a titolo di risarcimento per il “disturbo” arrecato l’ENI e le altre compagnie che trivellano la Basilicata devono versare una quota del ricavato derivante dalle estrazioni di petrolio e se il ricavato diminuisce a causa del calo del prezzo del greggio alla Basilicata arrivano un sacco di soldi in meno che causeranno seri problemi di bilancio.
Per intanto l’ultima ricarica della famigerata Card-carburanti, un’altra porcata a danno dei lucani voluta dal Governo Berlusconi, per gli anni 2012 e 2013 tarda ad essere accreditata ai patentati lucani che la richiesero qualche anno fa. Al di la dei ragionamenti sulla reale utilità di questa elargizione sta, di fatto da due anni il Governo prende in giro i lucani e nessuno dei politici locali sente il bisogno di alzare la voce per indurre il Ministero dello Sviluppo Economico, si quello dell’ex Ministro Federica Guidi, a rispettare l’impegno.
http://it.investing.com/commodities/crude-oil-historical-data
Maggio 2012 106 € 1,865 alla pompa
Novembre 2010 83,00 1,399 alla pompa