Ha fatto bene l’Ordine dei veterinari della provincia di Potenza a stigmatizzare il pressapochismo con cui da più parti si è giudicata la nomina di un veterinario alla direzione scientifica dell’Arpab: primo, perché il dr. Lardino non è un veterinario qualsiasi, ma è uno che ha competenza e capacità e ,secondo, perché, mai come in questo momento, serve proprio una figura del genere alla guida del cosiddetto reparto tecnico-scientifico dell’Agenzia. Abbiamo una venerazione per il mondo scientifico, nel senso che i titoli accademici non sono opinabili e più ce ne sono e meglio è, ma non sempre il mondo universitario offre persone capaci di stare al fronte, lì dove si combatte tutti i giorni con problemi amministrativi, emergenze e cose varie che ti tolgono il sonno e ti impongono di seguire un calendario giorno per giorno. Quel posto all’Arpab non è invidiabile da chi abbia un minimo di prudenza e io credo che bisognerebbe vedere le persone all’opera prima di parlare. Detto questo, bisogna poi sottolineare che la vera questione petrolio in Basilicata è tutta nelle competenze di un laureato in scienze veterinarie perché il vero quesito che deve far tremare i polsi degli amministratori è se, e come, l’inquinamento del suolo o dell’aria entrano nel ciclo alimentare: i pascoli sotto vento, l’erba che si mangiano gli agnelli, l’acqua che bevono le mucche, l’aria che assorbono gli ortaggi. Nel 2010 proprio per affrontare questo problema, la Giunta commissionò uno studio all’Università di Napoli e all’Istituto zooprofilattico di Foggia per indagare sugli effetti del petrolio nel ciclo alimentare; non se ne è saputo nulla se non che l’Università di Napoli ha prodotto la parte di competenza. Dalla parte pugliese si sa poco: qualche gallina o qualche agnello l’avranno pure squartato, ma non sappiamo se sia” tutt’ a post” o meno. Con le cose che escono dai giornali e le insistente chiacchiere circa la capacità delle compagnie di condizionare anche i controlli, non vorremmo che, come per le cozze, avessero scambiato gli agnelli.Per l’amor del Cielo, nessuna illazione o accusa gratuita ma, come diceva un furbo di tre cotte,a pensare a male si fa peccato ed è per non peccare che chiediamo semplicemente di rendere pubbliche le modalità di ricerca e le risultanze dello studio.Che, tra l’altro, non può nascere e finire in un dato giorno, ma deve trasformarsi in un monitoraggio continuo della catena alimentare. Ecco perchè all’Arpab un veterinario con i fiocchi sotto è la persona giusta.
DOPO LE COZZE, LO SCAMBIO DEGLI AGNELLI?
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