ZOOTECNIA IN VAL D’AGRI, NON CHIACCHIERE MA OPERE DI BENE

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L’assessore regionale all’agricoltura, Braia, ha preso giustamente posizioni contro i seminatori di paure. C’è il fumo che arriva dai camini del Cova, e fra poco da quelli di Corleto, e c’è, distruttivo come il primo, l’allarmismo esagerato di chi , nell’intento di difendere l’ambiente, ne distrugge l’economia e le possibilità di vita semplicemente bocciandolo come territorio inquinato. C’è la zootecnia padana che è vicina pure a queste cose, all’inquinamento da traffico, non meno pesante, eppure lì il tutto passa come ambiente normale, forse perché è abitudine pensare ai dine’.

Zootecnia, l'assessore all'agricoltura della Regione Basilicata in un allevamento in Val d'Agri

Zootecnia, l’assessore all’agricoltura della Regione Basilicata in un allevamento in Val d’Agri

C’è una realtà economica molto importante e che anzi rappresenta il cuore della filiera zootecnica, proprio con le cifre che l’assessore enunciava e cioè di 93.000 bovini e bufalini , 2700 allevamenti di cui 500 circa che consegnano il latte, oltre 70.000 suini (oltre 2900 allevamenti), 300.000 ovini e 60.000 caprini (oltre 7500 allevamenti) e 10.000 equini. Tutto vero e tutto giusto: la disinformazione arriva prima e fa più male perché distrugge la credibilità di un territorio e quando questo succede hai voglia a cercare di rimediare percorrendo in lungo e largo il territorio , o mettendo il petto avanti, o garantendo sulla parola che le cose non sono come certi gruppi politici, certe associazioni e certa stampa le descrive. Il modo migliore è recuperare l’autorevolezza di una Istituzione regionale, che nel passato ha raggiunto livelli di vera e propria subalternità ad altri poteri, esattamente rimettendosi a fare la parte del pubblico, che indaga, chiede, controlla, verifica tranquillizzando i cittadini con i fatti ed i comportamenti non con le assicurazioni personali. E  al proposito sarebbe bene per l’assessore Braia, dopo aver parlato col collega Pietrantuono, che la sua parte la sta facendo e molto bene, parlasse anche  con la collega Franconi per quella delibera del 2010, che fu fatta bene e applicata meno bene, nel senso sia comunicazionale che operativo. Quella delibera istituiva esattamente il controllo del ciclo alimentare nella zootecnia, cosa che se avesse funzionato ogni anno e non episodicamente, avrebbe già smentito tanti allarmismi e tante strumentalizzazioni. Nel 2010 proprio per affrontare questo problema, la Giunta commissionò uno studio all’Università di Napoli e all’Istituto zooprofilattico di Foggia per indagare sugli effetti del petrolio nel ciclo alimentare. Ebbene quella delibera è stata applicata per metà, dei 600 mila, se non andiamo errati, euro ne sono stati spesi qualcosa come 350 mila, e stranamente il controllo non è stato ripetuto. Si sospetta anche qui,( vedi l’articolo riprodotto) che , dato il potere extraistituzionale imperante, le cose siano lasciate decadere, ma anche queste potrebbero essere chiacchiere da bar, che fanno male a tutti. Si riprenda quel provvedimento, lo si rafforzi, si faccia in modo che i campionamenti siano sorteggiati, si suddivida in microzone il territorio per campionamenti mirati, si metta l’Arpab al centro di questa vicenda, e si tranquillizzino in primis le imrpese , e in secondis, tutti quelli che in buona o mala fede parlano dei prodotti della Val D’Agri, centro dell’economia rurale della basilicata.E’ meritoria la difesa da parte dell’Assessore, anche perchè si tratta di una persona che si sta muovendo in maniera efficace in tutte le filiere. Ma per quanto riguarda questa, c’è bisogno di fatti e di atti, che possano parlare in maniera inattaccabile.  Rocco Rosa

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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