Anche la Basilicata ha applicato le norme restrittive dei decreti governativi che limitano la mobilità dei cittadini anche nell’ambito del proprio comune.
Per erogare i servizi essenziali molte attività funzionano a orari ridotti come quelle commerciali, il settore terziario pubblico e privato.
Molti servizi essenziali come l’approvvigionamento dei farmaci e dei generi alimentari vengono forniti a domicilio.
Chi lavora a pieno ritmo sono le strutture ospedaliere col personale medico e paramedico allertato e organizzato per ricevere i malati bisognosi di cure.
Le stesse forze dell’ordine, polizia comunale, carabinieri e pubblica sicurezza sorvegliano il territorio regionale per verificare che la popolazione osservi le disposizioni e le ordinanze locali e all’occorrenza sono a disposizione per tutti i fabbisogni dei residenti.
Ad oggi il trend del numero dei contagiati continua a salire, la Lombardia in assoluto e percentualmente registra il più alto numero di contagiati e di ospedalizzati, aumenti si registrano anche in altre regioni, con quelle del centro Sud che registrano percentuali , ad oggi, percentuali inferiori.
Anche la vita all’interno delle case non è solo riposo e protezione dal virus, ma si è trasformato in un vero luogo di attività diversificate.
La rete ci consente di avere una finestra aperta sul mondo : il
telelavoro, nel settore pubblico e privato, le lezioni a distanza, l’home banking, collegamenti via skype, collegamenti con le banche dati, dematerializzazione delle ricette mediche sono tutte operazioni che non richiedono alcuna mobilità.
Il maggiore traffico determinato sulla rete col telelavoro, lo streaming, l’uso e le chiamate via WhatsApp, messenger e i social hanno caricato la rete con punte del 100%, la sera quando il traffico streaming aumenta, anche la rete rischia lo stress. Ci sta pensando Netflix a decongestionarla
abbassando il bit/rate dei film a discapito della qualità per la perdita dei pixel.
Siamo solo agli inizi di una rivoluzione informatica che già ha fatto il suo esordio in alcune città italiane: il 5G, una nuova tecnologia che aprirà nuove autostrade informatiche per mettere in rete servizi per collegare in maniera permanente, per esempio, la casa domotica o un’apparecchiatura diagnostica con l’ospedale piuttosto che l’auto elettrica senza autista. Tutto questo, nato come risposta contingente e di necessità, è destinato nei prossimi anni a trasformarsi come organizzazione strutturale dello Stato italiano, non solo per combattere l’eccessivo carico demografico di alcuni territori, non solo per redistribuire servizi in maniera più intelligente e funzionale, ma sopratutto per combattere il vero tallone d’achille fatto da metropoli che vivono perennemente sotto una cappa di smog, sopportano un traffico incredibilmente caotico e si ritrovano esposti ad evenienze catastrofiche più degli altri territori.
