martina marotta
É stata istituita a Roma il 13 luglio scorso l’Associazione Nazionale Alfieri della Repubblica (ANARI) che al suo interno racchiude oltre 80 giovani eccellenze italiane, provenienti da tutto il paese. L’Alfierato della Repubblica è un’onorificenza istituita con DPR del 22 febbraio 2010 da Giorgio Napolitano e viene conferita, di anno in anno, ai giovani che si sono distinti in cultura, sport, scienza, arte e volontariato. Gli insigniti sono giovani residenti nel nostro Paese e considerati modelli positivi per le nuove generazioni. Sono 15 i soci fondatori dell’associazione, eccellenze provenienti da varie regioni italiane.
Tra gli Alfieri dell’associazione anche il pianista lucano Daklen Difato, nominato nel 2011 dal Presidente Napolitano, distintosi per meriti musicali. Ha iniziato a suonare il pianoforte all’età di 7 anni e negli anni ha conquistato il pubblico internazionale arrivando in Olanda, negli USA e in Tunisia.
L’idea di partenza dell’associazione è quella di promuovere e far conoscere la benemerenza di Alfiere della Repubblica attraverso partnership e campagne finalizzate, oltre a sostenere le giovani eccellenze all’estero per favorire la cooperazione internazionale.
“Vogliamo dare continuità alla nostra benemerenza.” spiega il presidente dell’Associazione Nazionale Alfieri della Repubblica, Renato Cortesini, insignito nel 2015 dal Presidente Sergio Mattarella, “Ci sono molte potenziali eccellenze pronte a creare valore non soltanto nel nostro Paese, ma in un contesto sempre più globale. Intendiamo risolvere questa necessità, supportando, promuovendo e risvegliando tutte le giovani eccellenze per costruire, a partire dal presente, il futuro del Paese”.
Molte le finalità dell’associazione che, con un approccio interdisciplinare, si renderà partecipe in prima linea in quelle che sono le aree rilevanti della benemerenza (cultura, ricerca, arte, sport e volontariato).
Possiamo quindi parlare di divulgazione di valori di solidarietà, libertà individuale e collettiva e diffusione della cultura, partendo da un’educazione alla pari, in cui il futuro fa da padrone in una collaborazione con Enti ed Istituzioni, incentivando la partecipazione giovanile anche all’interno dei processi decisionali.