LEGGE SUI PARTITI, ATTENTI ALLE TASCHE

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legge sui partiti attenti alle tascheby ANTONIO NICASTRO

In Parlamento si affronta la legge sui partiti e su come applicare l’articolo 49 della Costituzione, secondo il quale «Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale» e per l’attuazione di questo principio si tenta di abolire il cosiddetto “Rimborso elettorale” che prese il posto del “finanziamento pubblico dei partiti”; la proposta di legge che sta facendo l’iter parlamentare dovrebbe, condizionale obbligatorio, abolire definitivamente l’esborso di soldi pubblici ai partiti e favorire elargizioni da parte di privati. Vedremo che piega prenderà il percorso parlamentare della legge.

Per intanto fino ad oggi i partiti si sono fatte leggi a proprio uso e consumo, è’ utile ricordare che  nel 1974 viene introdotto il  finanziamento pubblico ai partiti che però, nel  1993, con un  referendum abrogativo, con  oltre il  90% dei votanti, il popolo sceglie di abolirlo , ma fatto il referendum trovato l’inganno, sempre nel 1993, ammazza che tempestività!,  si inventano il “Rimborso Elettorale”, una mega truffa che di fatto annulla la volontà popolare anche perché il “Rimborso Elettorale” non  e’ stato calcolato sulle spese effettive sostenute dai partiti, esso è stato, per anni, calcolato sul numero di abitanti risultanti dall’ultimo censimento (compresi i non aventi diritto al voto): 1.600 delle vecchie lire per ogni italiano, nel 1999 il rimborso passa da 1.600 a 4.000 lire, con il consenso di tutti i partiti, con l’introduzione dell’euro la cifra viene “adeguata a 5,00 euro, il “rimborso viene erogato annualmente ed è indipendente dalla durata effettiva della legislatura, quindi le casse dello Stato erogano in tutti i casi le somme spettanti anche se la legislatura finisce in anticipo. Per accontentare tutti, ma proprio tutti, la Legge 156/2002 trasforma in annuale il fondo destinato ai partiti e abbassa dal 4 all’1% il quorum per ottenere il rimborso elettorale, e,  per completare l’opera, con la Legge 5122/2006 l’erogazione viene estesa per tutti e cinque gli anni di legislatura, anche  se la legislatura non verrà portata a termine. Negli anni passati si sono compiuti dei veri e propri furti legalizzati, nella precedente legislatura,per esempio, quando al governo c’era la destra, i partiti si sono spartiti un bottino considerevole, il PDL del presidente Berlusconi a fronte di una spesa DICHIARATA di 68.912.433,00 euro si accertarono spese per 53.662.277,00 euro mentre la spesa EFFETTIVAMENTE rimborsata fu di 206.518.945,00 euro!!! Il PD era più morigerato nelle spese tant’è che DIChIARO’ 18.418.043,00 euro e ne furono ACCERTATE 18.472.868,00 euro mentre il rimborso fu di 180.231.505,00 euro!!!!!! Sulla stessa falsariga gli altri partiti.

A queste somme vanno aggiunte quelle per il finanziamento dei giornali di partito.

In tempi di crisi e di tragedie per tante famiglie ridotte sul lastrico a causa della perdita del lavoro non è più consentito ai padroni del vapore di continuare a detenere tanti privilegi, se la politica ha dei costi essi vanno sopportati dai parlamentari che già possono contare su stipendi e privilegi che nessun “normale” lavoratore si sogna di avere  e dall’autofinanziamento da parte degli iscritti.

La “casta” dei partiti e dei parlamentari, compresi i rappresentati lucani,  hanno avallato queste pratiche che con la democrazia hanno poco da spartire, hanno pensato bene di costruire una finta democrazia che è servita a mantenere privilegi smisurati agli “eletti” e che non ha procurato alcun beneficio agli italiani se è vero, come purtroppo è vero, che dal dopoguerra questo è il periodo più buio per la Repubblica, una “casta” che ha abbandonato il Sud al suo destino, consegnando interi territori alla malavita organizzata, creando le condizioni per una migrazione biblica, sradicando i giovani dai loro territori e gettando le basi per un futuro di disperazione.

In Basilicata ci si interroga sulle prospettive di lavoro e sul futuro per i trentenni, almeno per quei pochi  che non sono emigrati, spesso nel dibattito intervengono  eminenti personalità della cultura, della politica e non è mancata la voce della chiesa, tante proposte, molte polemiche ma nulla di più. Fuffa, in parole povere. Con questa classe politica troppo impegnata a conservare posizioni, postazioni e privilegi c’è poco da sperare. C’è bisogno di una vera e propria rivoluzione copernicana laddove al centro dell’attenzione torni ad esserci la gente e a ruotare intorno alla gente ci sia tutto il resto. Facile a dirsi ma la rivoluzione, quella vera, chi ha voglia di farla?.

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

1 commento

  1. I protagonisti della Politica sono protagonisti di solo loro (popolo sovrano è intoccabile), poveri noi, io ho lavorato 39 anni e sono andato al lavoro con mezzo proprio in una pubblica amministrazione, e con una pensione di €1160 nel lontano 2004, oggi attualmente prendo dopo 12 anni € 1190 , bella cosa, con l’entrata dell’euro il mio stipendio e stato dimezzato (1927 lire 1 €) e dopo 12 anni sono diventato povero ad opera dell’inflazione galoppante con l’aumento di tutti i prezzi, servizi e tasse a dismisura.
    Grazie a tutti i Politici…ma perché non vivono anche loro con 1200 €, dovrebbero fare soltanto una legislatura (5 anni) ed andare via con una pensione di 2000 € sarebbero già gratificati.

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