Stavolta l’assessore Cupparo ha usato parole durissime. C’è -dice-nella storia della contrapposizione alla società per l’industrializzazione la presenza occulta di un’attività lobbystica che usa tutti i mezzi per mantenere intoccata la situazione di fatto. Non c’è solo la politica che reclama più spazio o più indipendenza a Matera ma ci sono interessi, società, imprenditori che vogliono guidare i processi e tengono nascoste le loro riserve mentali. Chi conosce l’assessore sa che se c’è una cosa che lo manda in bestia è quello di non mettere le carte in tavola ma muoversi nell’ombra con false notizie, ragionamenti interessati e trappole disseminate dove meno te le aspetti. E’ una pressione che oggettivamente si è spinta oltre la normale dialettica e che rischia di precipitare verso un declino incontrollabile. Si contesta in maniera pretestuosa la titolarità della Regione a riordinare il settore, si addebita falsamente di voler mettere insieme debiti e crediti dei due consorzi, si contesta la forma societaria, insomma un fuoco di sbarramento che ha superato il limite della decenza. “Sapevamo bene che avremmo incontrato lungo la strada del profondo cambiamento tanti ostacoli specie da parte di chi ha interessi da difendere e si ostina alla conservazione non accettando quanto di innovativo sta avvenendo nella gestione della Regione in tutti i settori di attività e di interesse dei Piaccia o non piaccia bisognerà fare i conti con la nuova governance che ci siamo dati per il presente e il futuro di tutte le nostre aree industriali, cosa che tutte le precedenti giunte di centrosinistra non sono riuscite a fare in più di 30 anni. La precisazione secca dell’assessore viene a seguito di un articolo di Nino Grasso sulla Nuova. la sua critica- commenta Cupparo- si spinge oltre quella degli attuali esponenti del centrosinistra, sindacati e settori associativi imprenditoriali, colorando nel recente passato il “suo punto di vista” con espressioni che scavalcano l’opposizione, quali “paccotto” e “colpo di genio”, sino a dettare, più di recente, la sua linea politica, proprio come in passato ha fatto non solo per il centrosinistra ma in un lungo periodo professionale anche per il centrodestra.
Rivendico con orgoglio il “colpo di genio” che mi viene attribuito e l’esperienza di sindaco che rafforza la volontà e l’impegno riformatrici che sono improntate principalmente sul rispetto delle leggi (altro che violazione).
Aggiungo solo poche altre considerazioni.
Come è noto, l’ad Stellantis Tavares è stato in visita allo stabilimento di Melfi. Meno male che la sua visita si è limitata alla fabbrica perché se fosse proseguita nell’area industriale San Nicola di Melfi avrebbe avuto l’occasione di vedere direttamente con i suoi occhi le criticità di questa che è l’area del futuro dell’auto in Europa e nel mondo. Ebbene noi vogliamo cambiare nei fatti, mettendo le mani nelle carte, questo stato di cose, a Melfi come in tutte le altre aree e negli altri nuclei industriali della Basilicata. Tutto questo senza scaricare i debiti del Consorzio Asi su quello di Matera come c’è chi, pur sapendo di dire il falso, continua a sostenere. Della situazione debitoria sarà infatti il commissario liquidatore del Consorzio di Potenza ad occuparsene e non certamente la costituenda Api-Bas. Continuare a dire e scrivere della “scomparsa” del Consorzio Asi Matera è pertanto una falsità.
E proprio per prepararci alla nuova fase di industrializzazione che ci attende anche per la presenza da noi dei grandi player dell’auto, del petrolio-gas, dell’alimentare, programmeremo la promozione delle aree produttive regionali anche tramite azioni di marketing, sia a livello nazionale che internazionale, con le relative dotazioni infrastrutturali e di servizio nonché dei settori produttivi che possono beneficiare di condizioni di vantaggio o di incentivi fiscali.
Sono certo che a smentire tutte le Cassandre ci sarà presto il piano industriale di Api-Bas con la previsione degli utili che conterrà.
CUPPARO, SULL’API-BAS TROPPE CASSANDRE INTERESSATE
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