BY ROCCO ROSA
Non è un esempio di buon giornalismo quello prodotto dalla Gazzetta del mezzogiorno su escort vere o presunte che bazzicano la Regione. Se lo scoop voleva essere che “a qualcuno è giunta voce che qualcuno”, ebbene conveniva che quel giornalista si procurasse qualcosa di più di un “me l’ha detto l’interessata”. Interessata a che? A vantarsi, a procacciarsi altri clienti, a lanciare un messaggio che c’è una nuova via al piacere sessuale che passa attraverso l’occupazione dei divani di uffici più o meno importanti? E poi mettere insieme dipendenti, consiglieri, addetti alle pulizie non è un po’ come sparare nel mucchio del tutti e nessuno? La cosa più importante da dire è che è talmente tanto confuso e generico l’articolo, da sembrare un mettere insieme qualcosa per giustificare un titolo, ed il titolo per sferrare un attacco qualunquistico quanto vile. Del come se ne vedono ogni giorno sui social il cui mancato controllo dà sfogo a tutti i mal di pancia, ai rancori, all’invidia, che ,insieme alle giuste esasperazioni della gente,alle rivendicazioni, all’esposizione dei problemi, allo sforzo di contribuire, determinano un clima da bar dove tutti parlano di tutto, con la sicumera di chi pensa di essere l’unico frequentatore pensante del locale. E’ così mal confezionato l’articolo che balza immediatamente agli occhi la sua anomalia rispetto alle linea editoriale della Gazzetta, sempre prudente nel parlare delle Istituzioni e delle persone, sempre attenta a cose che possano creare grane con gi uffici legali del giornale pugliese. E poi, detto tra noi, portare in evidenza uno scandalo, senza che si sappia che cosa è successo, chi ne è il protagonista, dove ,come e quando ( le cinque W che compongono ogni buon articolo) o è cattivo mestiere oppure è l’antico mestiere, in cui qualcuno è superbravo, di lanciare messaggi del tipo “ io so che tu sai che io so”. E questo francamente sarebbe gravissimo.