
Dall’inizio dell’anno a oggi, in Italia, sono stati avvolti dalle fiamme oltre 150mila ettari di boschi, una superficie pari a quelle di Roma, Milano e Napoli messe insieme. I dati sono forniti dell’EuropeanForestFire Information System (EFFIS) della Commissione europea, che fornisce informazioni sugli incendi a partire dal 2008. La situazione è gravissima ed è figlia di una politica senza scrupoli che, anziché puntare sul controllo e la prevenzione ha semplicemente pensato di ignorare il problema, cancellando una risorsa preziosissima come il Corpo Forestale dello Stato e privatizzando de facto la flotta di canadair. E ancora il Governo rimane silente: non dice che vuole fare mentre il patrimonio boschivo dell’Italia viene distrutto dalla furia del fuoco e dalla furia criminale.
Solo 2 italiani su 10 preoccupati per l’acqua. Solo 2 italiani su 10 sono preoccupati per le risorse idriche attuali nel nostro paese: il 70% ritiene sia una problematica esclusiva di specifiche aree e periodi dell’anno. La preoccupazione varia in base all’area geografica di provenienza degli intervistati: 16% nord ovest, 19% nord est, 22% centro, 25% sud e isole.
Il degrado dei suoli ha varie ragioni: perdita di superficie, impermeabilizzazione, deforestazione, incendi, pascolo e agricoltura intensiva, erosione, salinizzazione delle falde, contaminazione, aridità del clima. Il risultato finale è la riduzione dello strato superficiale del suolo, con la perdita di sostanza organica e quindi di capacità produttiva, fino ad arrivare all’estremo degrado della desertificazione. A livello globale, le terre produttive sono in quantità limitata, e l’utilizzo non sostenibile delle loro risorse aumenta sempre più la percentuale delle terre modificate e degradate. Evitare, rallentare e invertire la perdita della produttività delle terre e degli ecosistemi naturali aumenta la sicurezza alimentare, aiuta a recuperare la biodiversità e rallenta il cambiamento climatico.
In Italia, il contrasto al degrado del suolo e la protezione della terra dalle minacce causate da cambiamenti climatici e sfruttamento delle risorse naturali rappresentano un obiettivo del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Questo prevede investimenti per centinaia di milioni di euro per la valorizzazione del verde urbano, contenimento del consumo del suolo e ripristino dei suoli utili. E’ prevista inoltre la piantumazione di quasi 7 milioni di alberi nei prossimi tre anni.
Contro desertificazione e deforestazione, perdita di produttività e biodiversità, la gestione sostenibile del suolo rappresenta non solo una sfida per raggiungere gli obiettivi del Green Deal, ma soprattutto un impegno concreto che deve trovare spazio in progetti e investimenti di Pnrr e Pac.
E il Ministro Cingolani dov’è di fronte all’avanzare del fuoco e, di conseguenza, dell’inesorabile desertificazione del Sud Italia? E la Regione Basilicata dov’è con l’assessore Gianni Rosa, impegnato negli ultimi giorni unicamente a promuovere e valorizzare la rete dei Parchi lucani?
Perché non presenta richiesta per il catasto degli incendi?
I Lucani attendono risposte e programmi concreti, per la salvaguardia e la messa in sicurezza di centinaia di ettari di territori di una bellezza inestimabile, meta di migliaia di turisti durante tutto l’anno. (LIDIA LAVECCHIA)