SULLE STRADE CHE SERVONO NON VOGLIAMO UN TOZZO DI PANE

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Quando i social sono indirizzati a sollecitare il dibattito sulle questioni collettive, arrivano interventi dialettici che contribuiscono fortemente a guardare le questioni da tutti i punti di vista, con sorprese positive circa la capacità di proposta oppure la validità di una posizione. Un articolo di Talenti Lucani di qualche giorno fa aveva portato la tesi di una definizione esatta delle priorità stradali da portare all’attenzione del Governo, possibilmente nell’accordo di tutte le forze politiche. E tra queste , accanto alla Melfi- Potenza e alla Matera Ferrandina, anche il completamento della Saurina, nel tratto mancante che dalla diga del Camastra arriva a Corleto. Su questo punto interviene l’arch. Ciro Gentile la cui tesi è che sulla Lauria-Candela non si può procedere con aggiustamenti ora qui ora lì, ma si deve avere il coraggio di proporre una grande opera capace di aprire veramente la regione allo sviluppo. Ecco lo scambio di opinioni che ne è conseguito e che è comunque un arricchimento del dibattito sulla annosa questione:

Ciro Gentile

Un conto è un tracciato con caratteristiche autostradali (Progetto autostrada Lauria-Candela), altro è una sommatoria di interventi con caratteristiche piuttosto disomogenee di strade a due corsie. Gli interventi che si stanno operando sulla Potenza-Melfi, ritengo non siano in grado di assicurare, già per i volumi di traffico attuali, un collegamento all’altezza delle esigenze. Aver accettato questa soluzione, implicitamente significa rinunciare per i prossimi 40 ad un collegamento con le caratteristiche autostradali. A maggior ragione se il tutto viene inserito in uno schema di collegamento con sviluppi che prevedono la connessione tra la direttrice tirrenica a quella adriatica. Provate ad immaginare cosa potrebbe riversarsi su questo asse, in termini di traffico di mezzi pesanti, che dal tirreno Calabrese e dalla Sicilia decidano di utilizzare questa strada per immettersi sulla direttrice Adriatica. Gli studi alla base della Lauria-Candela attestano appunto la validità di tale schema di collegamento proprio in virtù degli spostamenti a lungo raggio. Ora, quanto si cerca di far passare con questa soluzione (si potrebbe obiettare che è l’unica possibile, ma personalmente non ne sono affatto convinto), dovrebbe indurre anche a fare alcune considerazioni nel merito della fondatezza della doppia funzionalità, ovvero di far uscire dall’isolamento una vasta area della Regione e di assicurare un collegamento Tireno -Adriatico ad un consistente flusso di merci e veicoli. Ebbene, le due cose a mio parere non risultano compatibili se a reggere tale funzione devono essere strade che hanno le caratteristiche di cui si parla in questo articolo. Il rischio che si potrebbe paventare è che alla fine, proprio perchè di natura strategica, questo collegamento drenerà consistenti volumi di traffico convogliandoli su un sistema inadeguato, rendendo problematico il collegamento anche su brevi tragitti, rendendo lo stesso, poco funzionale ad una maggiore coesione delle varie aree della regione attualmente mal collegate. Tale valutazione nasce anche dalla consapevolezza che il completamento potrà avvenire in tempi che non credo siano proprio brevi (opere in galleria di tale sviluppo non di realizzano in così poco tempo) e quindi le capacità di tale collegamento dovranno misurarsi con standard futuri (2030 ?)e volumi di traffico sicuramente superiori a quelli presi in esame 30 anni fa.
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Diamo per scontato che la Melfi- Candela debba essere profondamente potenziata . Quanto ai volumi di traffico che transizione sarebbe se le merci non viaggiassero di più sui treni ? In ogni caso si ragiona sul possibile e sul raggiungibile
E’ di ieri la notizia di un vasto programma di manutenzione straordinario ai viadotti della Potenza Melfi, per un impegno assolutamente significativo. Attenzione stiamo parlando di interventi di messa in sicurezza per 28 milioni di euro. Questo significa solo una cosa, che tra sette o otto anni, quando questi interventi saranno terminati,del discorso potenziamento, se per tale si intende un aumento del numero delle corsie non se ne parlerà più per i prossimi 40 anni. Quanto si sta realizzando non consentirà se non per brevi tratti e con un notevole aumento dei rischi, di superare tappi ed intasamenti dovuti alla presenza di mezzi pesanti. Siamo fuori da ogni criterio di ammodernamento e razionalizzazione delle caratteristiche tecniche del collegamento. Un tozzo di pane, costoso perchè gli interventi sulle nostre strade lo sono, ma sempre un tozzo di pane, quello che si dà ai poveri dopo una mangiata pantagruelica solo per mettere in pace i sensi di colpa, tanto i poveri son conoscono il menù e di tanto si possono accontentare. Il possibile ed il raggiungibile è funzione delle capacità della classe politica in seno a questo governo, ma anche e soprattutto della capacità o meglio della incapacità delle regioni meridionali di fare sistema. Ed in questo quadro il ruolo della Basilicata è ancora più marginale anche e soprattutto per scelte profondamente sbagliate fatte nei decenni e nei mesi passati. Ricordo che la scorsa giunta regionale aveva liquidato il tema del collegamento ferroviario di Matera con un progetto che prevedeva un potenziamento della linea FAL (sic!). Fu il poco simpatico signor Renzi, sconfessando la giunta Pittella, a dire in pubblico e proprio a Matera che questa era una immane fesseria. Alla stessa maniera, è di questa giunta regionale il ragionamento secondo il quale, più che potenziare la Potenza Melfi, risulterebbe più opportuno migliorare percorsi alternativi (testuali parole dell’Assessore Merra), forse per meglio collegare Lavello chissà. A fronte di tanta lunghezza di vedute, di quale strategia si può parlare con le altre regioni contermini per promuovere un’idea di piano delle reti e infrastrutturali ? La Basilicata esce dal suo isolamento se lo fa insieme al Mezzogiorno intero. La storia ci insegna che ci sono momenti in cui bisogna fare delle forzature e l’impegno di singoli spesso ci ha consentito di superare in un solo momento 100 anni di solitudine ed è il caso della Basentana. Ancora oggi ogni lucano deve ad Emilio Colombo se da noi non si arriva più a dorso di mulo eppure sono convinto che a fronte di una rigorosa analisi costi benefici risulterebbe più opportuno, dato il basso livello di utilizzo, di realizzare tra Sicignano e Metaponto una strada a due corsie (come la Potenza-Melfi) per intenderci. Dopo anni e anni abbiamo scoperto che l’aeroporto di Potenza non si realizzò per screzi personali fra Colombo e Mancini, altrochè la ventosità di Piani del Mattino o la scarsa domanda espressa dalla regione. Il tozzo di pane datoci in cambio è la genialata del Nodo Complesso commentabile al modo del compianto ragionier Fantozzi, che ha inguaiato un quadrante intero della città di Potenza. Ecco da queste poche note credo si possa trarre una lettura significativa della misura in cui, una città, una regione ed il mezzogiorno intero è capace di “tafaziarsi”.
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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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