“Coinvolgere le Regioni perché la battaglia per la realizzazione degli obiettivi non è prerogativa dello Stato centrale ma impegno complessivo, di sistema, della Repubblica in tutte le sue componenti istituzionali” . Arriva con un pò di ritardo l’appello delle istituzioni regionali al rispetto delle Competenze previste in Costituzione. Arriva quando Draghi ha già impacchettato il PNRR con la carta dei Ministeri , trascurando completamente l’intermediazione o la compartecipazione regionale, che pure è in Costituzione. E’ da qui, dicono i rappresentanti delle regioni-che occorre partire e cioè dal riconoscimento codificato di competenze legislative in molti dei settori su cui interverrà il PNRR, anche perché decidere interventi da parte dello Stato senza un adeguato coinvolgimento, strutturale e procedimentale, delle Regioni, espone il sistema ad un possibile conflitto di competenze.
Oltre alla recente istituzione del nucleo Stato-Regioni, occorre una vera e propria inversione di tendenza che tenga conto del fatto che la programmazione degli interventi per lo sviluppo dei territori è una delle funzioni fondamentali delle Regioni.
La stessa necessità di far leva sulle Regioni e sulle istituzioni territoriali per la realizzazione del PNRR è stata ribadita in posizioni ed interventi pubblici dal Comitato europeo delle Regioni, dalla Presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, e recentemente dallo stesso presidente del Consiglio, Mario Draghi. Sarà fondamentale-dicono i rappresentanti delle Regioni, che la programmazione dei fondi SIE e quella del PNRR siano a livello regionale e nazionale connesse e adattate l’una all’altra in modo da evitare duplicazioni, distorsioni o effetti spiazzamento di interventi non coordinati. Ma il coinvolgimento deve essere reale e non formale, a cominciare dalle disposizioni concernenti la Cabina di regia del PNRR e che dovrebbe dettare le linee guida per l’attuazione degli interventi previsti dal Piano. Così come occorre un coinvolgimento delle Regioni ed una presenza nei Comitati interministeriali per la transizione ecologica e per la transizione digitale”. C’è il rischio che il PNRR finisca per configurarsi come la sommatoria di piani ministeriali – ha detto in particolare il Vicepresidente della Regione Campania, con la possibilità di ritrovarsi a dover affrontare fra un anno ciò che non si è stato in grado di decidere oggi. A partire dalle semplificazioni. Non si capisce perché alcune scelte di semplificazione, snellimento procedurale e sburocratizzazione intraprese con il PNRR non possano essere adottate tal quali anche per il Fondo Sviluppo e Coesione (FSC) o per la programmazione dei Fondi SIE.
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