Ci sono iniziative locali che si possono prendere per ridurre il costo delle bollette, in considerazione del fatto che la Basilicata è proprietaria di fonti fossili importanti, a cominciare dal gas. Per il consigliere regionale Roberto Cifarelli, del Pd, la Regione dovrebbe alzare il livello di interlocuzione con le compagnie petrolifere, per vedere insieme come venire incontro alle esigenze dei lucani, come atto dovuto rispetto al sacrificio che questi ultimi sono chiamati da tempo a fare. Nei giorni scorsi Cifarelli ha inviato al presidente Bardi una lettera chiedendogli di farsi promotore di incontri di concertazione con le associazioni datoriali, sindacali e dei consumatori per affrontare quest’altra complicata crisi che riguarda gli aumenti dei costi energetici. “Leggo dalla stampa- scrive Cifarelli- che Bardi invece di mettersi alla testa della battaglia da compiere, si fa rimbalzare addosso il problema e scrive a Draghi, a Giorgetti e ai Parlamentari lucani sostenendo che: ‘Come sapete, sul tema la Regione può fare davvero poco….’. Ebbene, dice il capogruppo Pd in consiglio reigonale, questo è un modo facile di giocare allo scaricabarile. E, rivolto a Bardi:”A lei spetta mettersi alla testa e fare squadra con il sistema Basilicata. Se c’è una Regione in Italia che potrebbe dare risposte dirette (come Governo regionale) questa è la Basilicata”. “Come vi è noto, la Regione Basilicata per gli accordi pattizi già stipulati e in vigore (Total) o quelli in approvazione con ENI è proprietaria di tutto il gas naturale e il GPL Total e di circa il 10% del gas estratto da ENI. Si tratta di poco meno di 200 milioni di metri cubi/anno di metano (la Basilicata consuma 300-350 milioni di m.c. di gas). Questo implica che la Regione Basilicata potrebbe, solo per iniziare: 1) Sterilizzare gli aumenti in bolletta per ogni cittadino lucano, per esempio cartolarizzando gli incrementi di prezzo, finanziando i costi con gli introiti di vendita del gas ovvero emettendo FUTURES sulle vendite future. 2) Sostenere con meccanismi analoghi, un po’ più sofisticati per bypassare il problema dell’aiuto di stato, le sue imprese, almeno quelle in cui la quota di costo energetico per unità di prodotto è molto alta e che rischiano lo spiazzamento di mercato. Potrebbe per esempio, la Regione, emettere futures sulle future vendite di gas o sulle stesse royalties e ‘rimborsare’ gli aumenti in bolletta delle imprese a fronte di piani di contenimento dei consumi energetici interni e con bandi a sportello rapidamente implementabili (meccanismo competitivo che bypasserebbe, senza alcuna obiezione, l’accusa di aiuto di stato)”.
Visite Articolo: 799