“DOPO QUALCHE TEMPO”

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DINO DE ANGELIS

TuDino De Angelis DOPO QUALCHE TEMPOtto accade “dopo qualche tempo”.

È iniziato da qualche giorno il mega spettacolo dello sbarco dei Greci lungo l’invaso di Montecotugno a Senise, e la Basilicata tutta sta per perdere un’altra occasione.

Lo spettacolo narra l’epopea di Alexios, ed il suo viaggio verso Occidente per fondare la Magna Grecia, proprio in quei luoghi dove oggi sorge l’arena in cui questa storia viene raccontata. Cose magnifiche e terribili passeranno davanti agli occhi dell’eroe ma il volto di una donna lo spingerà oltre nell’affrontare le prove e le difficoltà di questa impresa.

Conoscevate la trama? Forse qualcuno, ma credo la maggior parte (me compreso) assolutamente no. Io sono andato sul sito e ho preso queste laconiche informazioni sullo spettacolo. Sette righe che spiegano questo mega evento. Nulla di più.

Ecco perché si corre seriamente il rischio di perdere l’ennesima occasione. Perché in questa regione si fanno cose, obiettivamente, grandiose, ed è perfettamente inutile che stia qui a ricordarle tutte. “Dopo qualche tempo” abbiamo imparato a conoscerle. E il problema sta tutto in questa trascurabile espressione. “Dopo qualche tempo” i lucani conoscono le iniziative che la Regione, l’Apt e tante altre aziende di volta in volta coinvolte pensano e realizzano.

Così viene aperto al pubblico quello che, con un termine a mio avviso tremendo, viene definito il “macro attrattore turistico”. Ovvero qualcosa che, per sua natura, è concepita per attrarre visitatori dall’esterno. Dopo di che, tutta la promozione e la commercializzazione dell’evento viene lasciata a cosa?

Al fatto che la qualità intrinseca dell’evento, “dopo qualche tempo”, si diffonderà ed arriverà ai potenziali interessati. Ci potrebbe mettere anche qualche anno, che importa. Prima o poi arriverà.

A parer mio, sono almeno tre cose che vanno chiarite a tal proposito:

  1. Se si mette in campo un investimento, si devono prevedere quali sono i tempi per il punto di pareggio. Ovvero quanti spettatori, in quanto tempo, consentono di pareggiare l’investimento per realizzarlo. E se ci saranno delle perdite, ebbene queste perdite devono essere note, affinchè si possano, nel medio e lungo periodo, prendere dei provvedimenti affinchè lo spettacolo possa garantire anche dei ritorni.
  2. Se viene realizzato un investimento, si deve capire se esso può portare un economia di scala nei confronti delle aziende che fanno parte del comparto. E per fare questo, c’è bisogno di una azione di marketing relazionale (o interno) che sia in grado di coinvolgere le aziende locali appartenenti alla filiera turistica, dall’albergo al ristorante, all’azienda di trasporti, al bar e a tutte le micro attività ricadenti nell’area.
  3. Tutta l’azione appena descritta assolve anche ad un’altra, elementare, funzione: permette non solo di avere le aziende coinvolte anche economicamente da ciò che è stato creato, ma, soprattutto, dà al visitatore la sensazione di avere un’area organizzata ed in grado di rispondere alle sue variegate e sempre più articolate richieste. Facile immaginare che il visitatore, dopo lo spettacolo, avrà voglia di andare a mangiare, di prenotare una camera. O no?

Non c’è cosa che ferisce di più il povero cittadino locale del fatto che i visitatori, senza questo pieno coinvolgimento delle aziende e delle comunità, se ne andranno ripetendo quella frase terribile ma tristemente vera che ci sentiamo dire ormai da decenni: “in questa regione avete luoghi bellissimi, una cucina eccezionale, degli eventi incredibili, ma vi manca una cosa: non siete organizzati”.

Ogni volta che abbiamo sentito questa frase da parte dell’amico di fuori che è venuto a trovarci, oppure dal pullman che ci chiede indicazioni, abbiamo abbassato la testa non sapendo cosa rispondere, ma sapendo invece perfettamente con chi prendercela.

Va bene, non potete fare tutto voi, siamo d’accordo. Bisogna che l’iniziativa privata faccia la sua parte, d’accordo. È singolare che quando qualcuno mette in discussione talune politiche sul turismo, si tiri sempre in ballo la staticità degli operatori privati. Bene. Mi chiedo solo una cosa: è possibile invitarli ad un incontro pubblico (non dico ad assistere allo spettacolo, che pure andrebbe fatto), nel quale vengono spiegate tutte le peculiarità dell’evento, la durata e qualunque altro elemento che possa realmente dare il via alla famosa iniziativa privata?  A proposito, esistono ancora le associazioni di categoria e ritengono utile partecipare ai tavoli per sfruttare nel modo migliore la ricaduta economica a carico delle aziende loro iscritte?

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