1. Da ieri la guerra è entrata nella sua fase più drammatica. La scelta di dotare gli ucraini di armi più pesanti per poter contrattaccare renderà il conflitto una vera e propria resa dei conti. D’altronde al punto in cui siamo una vittoria dei russi avrebbe conseguenze deflagranti sulle democrazie occidentali.
2. Putin si nega ad ogni forma di dialogo. Sta producendo in Ucraina e Donbas una guerra muscolare e fratricida senza precedenti nel mondo moderno. Se non saranno gli eventi a punirlo sarà la storia a giudicarlo per quello che è. Un sanguinario dittatore con venature psicopatiche. Un imperialista fuori tempo massimo. 
3. Le nostre opinioni pubbliche, quelle occidentali, sono disorientate, impaurite, tendono a difendere i propri interessi. D’altronde la reazione popolare è sempre storicamente prudente. La democrazia misurata con i sondaggi rende opinabili le scelte strategiche. Finché in Italia avremo Draghi il problema della politica umorale si risolve da solo. Ma non sarà sempre così. La sua leadership è minata tutti i giorni da Conte e, nelle ultime settimane, anche da Salvini.
4. Il viaggio di quest’ultimo a Mosca è per lui un rischio politico enorme. Una specie di partita a poker. È evidente l’interesse russo a spaccare il fronte occidentale. Se il leghista otterrà qualcosa sarà per questo. Ciò comporterà un suo allontanamento dall’asse occidentale ed europeo. Se non otterrà nulla credo proprio che il danno che verrà prodotto alla sua leadership sarà irreversibile. .
5.Non avrei mai pensato ad un ricatto attraverso il grano. La guerra è bastarda. Ma usare la fame di milioni di persone come strumento di pressione è incivile e indegno.