Finalmente anche Silvio Berlusconi si è convinto e ha dato il suo placet definitivo alla cessione del Milan alla cordata cinese rappresentata dall’advisor italo-americano SalGalatioto. E sicuramente, dopo due anni di trattative, avrà trovato anche l’acquirente giusto e che fornisca le maggiori garanzie sul futuro del Milan. La decisione è arrivata dietro le insistenze molto forti della figlia di Berlusconi Marina e dei più importanti manager della galassia Fininvest, a cominciare da Fedele Confalonieri. Ed anche l’intervento al cuore a cui si è sottoposto un mese fa ha avuto un peso determinante. E anche i tifosi rossoneri saranno molto contenti del passaggio di proprietà visto che essi già si erano espressi in maniera favorevole alla cessione del Milan. Perché dopo gli ultimi anni di vacche molto magre, pensano che i soldi dei cinesi possano rilanciare in grande stile le ambizioni del diavolo. Allo stesso modo la pensa il cavaliere che, all’uscita dall’ospedale, dopo avere dato la notizia urbi et orbi della sua decisione, ha messo l’accento in particolare sulla sua richiesta, inderogabile per chiudere la trattativa, che i nuovi acquirenti si impegnassero a mettere in preventivo nelle casse rossonere la somma di 400 milioni di euro da spendere nei prossimi due anni per gli acquisti finalizzati a riportare il Milan alle posizioni più consone al blasone della società di Milano. Si chiude cosi dopo trent’anni l’era Berlusconicominciata il 18 luglio del 1986 e che ha portato 28 trofei nazionali ed internazionali. Con un uomo che appena entrato nel calcio, si è subito posto l’obiettivo di vincere a qualsiasi costo. Per ripetere anche in campo calcistico tutti i successi ottenuti con la creazione dell’impero Fininvest. Contribuendo in maniera determinante a far impennare vertiginosamente i prezzi dei calciatori. Perché per il Milan targato Berlusconi era diventato anche fin troppo facile sbaragliare la concorrenza disponendo non solo di ingenti risorse economiche, ma non badando troppo a spandere e a spendere. Ma bisogna anche riconoscere che Silvio Berlusconi ha avuto anche intuizioni felici nella scelta degli allenatori del Milan. A cominciare dalla scelta effettuata nel 1987 quando affidò la panchina all’emergente Arrigo Sacchi che era al Parma. Una scommessa poi vinta sia per i successi ottenuti da Sacchi, ma soprattutto perché l’allenatore romagnolo ha avuto il grande merito di aver cambiato, con la sua mentalità e con i suoi metodi, la filosofia del calcio italiano. Adesso toccherà ai cinesi cercare di emulare Berlusconi. Ma non sarà affatto facile. Sicuramente non faranno difetto i soldi che anche i nuovi proprietari del Milan, che firmeranno il preliminare di accordo nella prossima settimana, possiedono in quantità industriale. Ma ci vorrà anche altro perché il Milan possa avviarsi a diventare una squadra competitiva. E per questo che per almeno i prossimi 3 anni ci si affiderà ancora all’esperienza di Adriano Galliani che avrà la responsabilità del settore tecnico e sportivo e che si potrà muovere sul mercato con una forza ed un potere contrattuali che gli derivano dalle ingenti potenzialità economiche che negli ultimi anni di gestione Berlusconi non sono stati sufficienti. Come del resto succederà anche sull’altra sponda milanese con i colori neroazzurri che i cinesi della Suning hanno intenzione e programmi immediati per riportare in alto. Certamente è una fatto molto curioso che le due società che rappresentano la capitale finanziaria italiana siano andate a finire tutte e due in mani cinesi che rappresentano la nuova frontiera economica del calcio e che si propongono di andare a fare concorrenza spietata, sportivamente parlando, agli arabi, ai russi e a qualche americano che vogliono primeggiare in Europa. Un derby con gli occhi a mandorla in cui nessuna delle nuove proprietà vorrà partire perdente. Sicuramente non basteranno solo i soldi perché Inter e Milan tornino ad essere protagonisti in Italia e in Europa. Per cui saranno necessari tempi più lunghi prima che i cinesi acquisiscano la necessaria esperienza per muoversi con successo in un mondo tutto nuovo per loro. Anche perché in Italia, almeno per i prossimi 4-5 anni, sarà impresa titanica riuscire a scalfire il predominio sportivo della Juventus che gode di un vantaggio non indifferente sulle rivali che non potrà essere attaccato solo con l’immissione di ingenti risorse economiche in fase di mercato. E in Europa la situazione non sarà molto diversa. Anche se obiettivo di Milan e Inter per la prossima stagione sarà solo uno: rientrare in Champions League.
CINESI CONTRO CINESI A SAN SIRO
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