LE ORIGINI BIZANTINE DELLA VAL D’AGRI E DI TRAMUTOLA

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untitledVINCENZO PETROCELLI

Tramutola è centro antico a matrice monasteriale Bizantina, sviluppatasi prevalentemente come polo di colonizzazione agricola. La testimonianza più tangibile è rappresentata dalla lunga lista di parole di origine greca che si odono nel dialetto del nostro paese e di quelli limitrofi. Mi auguro che con l’aiuto della filologia, nel prossimo futuro, si possano scoprire tutte le origini greche di Tramutola e della Val d’Agri.

Dal Vesperale di San Luca Abate di Armento, siamo informati che il monaco basiliano venne in Val d’Agri al vecchio e diroccato Monastero di San Giuliano, nei pressi di Tramutola Vecchia, lo ricostruì e molti uomini accorsero a lui e, con questi, iniziò un’opera di colonizzazione (cfr. il mio articolo sul blog: Sulle orme di San Luca Abate alla ricerca di Tramutola Vecchia).

Il cenobio di Santa palomba, coperto dal silenzio documentario, é l’unica favilla sulle direttrici viarie, tra la Val d’Agri e il Cilento, con Tramutola, passaggio obbligato tra le due regioni. Il territorio di Tramutola è frontiera aperta tra la Val d’Agri e il Cilento e alcuni vescovi della diocesi di Marsico, allentandosi i vincoli di dipendenza dalla lontana Roma, favorivano nel territorio della Val d’Agri l’inserimento della Chiesa greca.

La cappella di San Giovanni di Tramutola, oltre all’altare maggiore di marmo intarsiato, a vari colori, conteneva due altari uno dedicato a S. Caterina, l’altro a S. Maria di Costantinopoli con i quadri di patronato della famiglia Terzi, che concorse ai restauri nell’anno 1656. L’altare dal lato destro era sormontato da un quadro che rappresentava S. Domenico Soriano, con al disopra un altro quadro più piccolo di San Francesco di Paola.

LE ORIGINI BIZANTINE DELLA VAL DAGRI E DI TRAMUTOLALE ORIGINI BIZANTINE DELLA VAL DAGRI E DI TRAMUTOLA

La presenza di questi due quadri nella cappella S. Giovanni di Tramutola, sono indizi dai quali si ricavano le orme di popolazioni greche in conseguenza alle varie colonizzazioni Bizantine.

Il ripopolamento dei casali abbandonati della Val d’Agri é la prima attività pratica, dei monaci basiliani di rito greco che eseguono in questi luoghi. I casali abbandonati, a seguito della malaria, distrutti dalle incursioni saracene, sono ripopolati dai fuggiaschi che seguono i monaci basiliani.

Nella basilica di Viggiano si venera la Madonna Nera del Sacro Monte, patrona e Regina della Lucania. Si ritiene che la scultura lignea dal volto olivastro sia databile intorno al 500 d.c., portata in questi luoghi dai monaci basiliani, insieme ad altre icone bizantine provenienti dall’Asia Minore, scampata così alle persecuzioni arabe contro il culto delle immagini.

Dopo la discesa dei barbari, che distrussero città e paesi, rendendo quasi del tutto selvaggio ed incolte le terre coltivate ed abitate nei tempi dei romani, i Bizantini dominarono nella bassa Italia da Belisario a Roberto Guiscardo.

Per leggere in questi secoli pieni di buio fitto, occorre studiare i nomi del territorio, del torrente, del monte, del bosco.

Da Giustiniano ai re Normanni, uno spazio di seicento anni è l’oscurantismo più assoluto del medio-evo.

Oltre allo studio dei luoghi occorre investigare e paragonare dialetti, cantilene, fiabe, proverbi, usi, costumi, giochi, nenie e tradizioni popolari di tutta la zona della Val d’Agri.

Dal V all’XI secolo d.c. nacque la lingua geografica, unico documento storico di quel periodo oscurissimo, oggetto di studio sia del filologo che dello storico.

Durante i sei secoli di oscurantismo emigrarono dall’Oriente alle coste Tirreniche, Joniche ed Adriatiche masse di coloni, di soldati e avventurieri, nonché sciami di monaci Basiliani al tempo delle persecuzioni iconoclaste(1).

Otranto e Rossano furono i due scali fra le coste italiane e greche, onde i numerosi coloni si sparsero man mano nell’interno della terra ferma. Nella vicina Calabria, indipendentemente dalle numerose colonie italo-albanesi di rito greche, vivono ancora oggi popolazioni di lingua greca a Bova e nei paesi limitrofi.

Non vi fu terra più prossima al mare che non ebbe colonie greche, oltre i monaci greco-basiliani.

Questi fatti spiegano la traduzione greca più antica dell’Editto Longobardo di Rotari nel Principato di Salerno del secolo IX, che si estendeva fino a Taranto e al Crati.

La traduzione ufficiale in greco del codice di Federico II, pubblicato nei comizi di Melfi, il fatto che notai e testimoni scrivevano in greco e altri ancora in greco e in latino.

Non sono atti sporadici di coloni sparsi ed individui di poca importanza, né di frati e di conventi, né di preti e di chiese, ma è tutta una società organizzata che impronta in lingua greca i rapporti della famiglia, della giustizia e del possesso.

I greci furono prepotenti con i popoli soggetti. Essi ci tenevano ad imporre la loro lingua, gli usi e costumi e riti religiosi. I Greci spadroneggiatori furono in lotte secolari con i longobardi, con i Franchi e con gli stessi Normanni vincitori.

Vinti i Greci, il grecismo dovette cedere il posto al latino che i Normanni assunsero sotto il loro patrocinio.

Non occorre grande cultura classico-filologica per comprendere che molte parole dialettali Tramutolesi hanno origine prossima dal greco. Si riportano alcune di queste parole, ancora in uso in Tramutola, raccolte e selezionate(2):

alerta                                             stare in piedi

àpule àpule                                    soffice

arrappato                                       rattoppatura, rughe

arrocciliare                                    avvolgere

àscimo                                           pane non bene fermentato

attàne                                            padre

babasone                                       balordo, scemo

caccavotto                                     laveggio

cacone                                           buca aperta, cocchiume della botte

calanca                                          frana

calandra                                        allodola

calavrone                                      scarafaggio

camastra                                       catena

caruso                                           taglio dei capelli

centra                                           cresta del gallo

chiatto                                          grosso grasso

cimoliello                                     è il grumolo della lattuga

cocozza                                         zucca

còfano                                           cesto di vimini

cozzetto                                         l’occipide

fazzatòra                                        la madia

galetta                                            vaso di legno con manico

gorgia                                             la gola

grasta                                             coccio di vaso

‘mbroscinare                                  avvoltolarsi per terra

‘nchiemare                                     imbastire

‘ngogna                                          angolo

‘ngegnare                                       cominciare ad usare un vestito

iscì iscì                                          comando per fermare l’asino o simile

làgana                                            lasagna

lapazzo                                          erba lungo i corsi d’acqua

macàri Dio                                    esclamazione

mantèca                                         è il burro chiuso in una scorza di formaggio

maruca                                           lumaca

matassa                                          di cotone o filo

mollica                                           midollo del pane

montone                                         mucchio

morra di pecore                              branco di pecore

naca e nacare                                  culla e cullare

pazziare                                          scherzare

perna                                              ammasso di fieno a forma di piramide

pizzo                                               estremità, orlo

ràdica                                              radice

rovagno                                           vaso in generale

romato                                             letame

ronciglio                                          ronca piccola e ricurva

rosicare                                            rosicchiare

rùmmolo                                          straccio avvolto di figura rotondo

salamorra                                         la salamoia

scarcella                                           pizza rustica

sceppare                                           strappare con impeto

scherda                                             tacca di legno

schizza                                              goccia

sfizio                                                 desiderio

smorfia                                              faccia deforme

sterpone                                            albero invecchiato

tann’                                                  per allora

tappine                                              pianelle di infime qualità

taròcciola                                          carrucola

tròccola                                             strumento usato nella settimana senta in luogo del suono della camapana

tumpagno                                          quadro in legno usato dalla massaia

tuppe tuppe                                       battere alla porta

tuzzolare                                           bussare alla porta

ulmo                                                  al gioco del vino

vallone                                               fosso stretto

vantèra                                              grembiule di pelle dei fabbri

viluozzo                                            fungo uovolo

visciòle                                             vescichette

vramare                                            voce di fremito

zeaglia                                              ligaccia da calze

zenca                                                pezzettino

zico                                                   pezzettino, briciole

zimmaro                                            caprone

zitella                                                senza marito

zito                                                    lo sposo

zizze                                                  mammelle

(1) Avversavano il culto e l’uso delle immagini.

(2) G. Racioppi STORIA dei Popoli della Lucania e della Basilicata – Roma Ermanno Loescher & C.° Via del Corso, 307 – 1889.

L’autore ha pubblicato“Tramutola Il Monastero di Santa Maria del Carmine”, RCE edizioni srl Napoli. Nel 2007,, “I Beni Culturali di Tramutola IL PALAZZO ABBAZIALE”, stampato dalla Tipolitografia Centro Grafico di Rocco Castrignano – Anzi e, nel mese di gennaio 2013, “La Centrale Idroelettrica di Caolo” Storia della prima fonte di energia rinnovabile della Val d’Agri-Il Giardino di Azimonti EDIZIONI.

Tra l’anno 2012 e 2013 ha pubblicato, con la RCE multimedia di Napoli, “I Corletani (Brigantaggio di Basilicata)” lavoro con il quale desidera stabilire una più chiara e netta distinzione fra mito e realtà intorno alla questione del “brigantaggio” di Basilicata.

Durante il mese di ottobre 2013, concretizza un impegno morale assunto anni fa di divulgare le poesie di Giuseppe Pecci, in un progetto comune, insieme ai suoi componimenti. Con il “Viaggio nel Passato” viene proposto l’esperimento di associare poesia e immagini.

Dopo la pubblicazione de “I Corletani” Il Brigantaggio in Basilicata editore RCE MULTIMEDIA Napoli, di cui si sono occupati con interesse il TG3 di Basilicata, il Quotidiano e Liberazione, con recensioni di Mimmo Mastrangelo, nel mese di gennaio 2016 pubblica “I Lupi Del Volturino” editore RCE MULTIMEDIA Napoli. Con questo nuovo libro, l’autore invita a (ri)fare i conti con la storia senza cedere all’apologia del brigantaggio, né ad elevare i briganti ad eroi.

Durante il mese di aprile 2014, ha pubblicato “STORIA di confini e relazioni municipali” edito da Il Giardino di Azimonti EDIZIONI.

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