L’OLIO LUCANO, FINALMENTE UN SOLO BRAND

0

Ci sono voluti quindici anni per mettere gli olivicoltori lucani intorno ad un unico brand, una sola immagine che riuscisse a portare l’olio lucano nel mercato nazionale ed in quello internazionale. Anni passati a dirimere falsi orgogli e speciose identità, sulla qualità dei vari cultivar d’olivo, tra la majatica di ferrandina,l’Ogliarola del Bradano, la Coratina e la Rapollese di Lavello , tanto per citarne qualcuno. Ognuno con quel vezzo lucano di non volersi mischiaRe agli altri e di pretendere un riconoscimento IGP per il solo territorio di riferimento. Di questo passo hai voglia a dire ai vari produttori che non si andava da nessuna parte perchè il valore quantitativo del prodotto non era sufficiente a presentarsi  sui  mercati . L’assessore Braia è arrivato a tagliare il nastro di un marchio collettivo che quota qualcosa come 75 mila tonnellate di produzione di olio regionale IGP, quando ovviamente l’iter del riconoscimento sarà concluso presso il ministero dell’Agricoltura. Non è una quantità esaltante rispetto alla produzione di altre regioni, però è sufficiente per presentarsi con un volto identificativo preciso, qual è l’olio lucano. Il logo rappresenta un’anfora a due anse con una spirale di quattro linee curve ascendenti, è stato realizzato da Danilo Varriale, giovane creativo di Castellammare di Stabia,  selezionato tra 450 proposte pervenute al Dipartimento da tutta Italia e da diversi Paesi europei. Esultanza a parte lìassessore Braia ha osservato giustamente che si tratta di un percorso appena avviato e non giunto a conclusione, grazie anche all’impegno dell’Agenzia Lucana per lo Sviluppo e l’Innovazione in Agricoltura,  che, sin dall’approvazione della legge regionale del 2015 per la valorizzazione dell’olivicoltura, persegue il sostegno e il rilancio del comparto, con azioni destinate a una produzione tipica vincolata al territorio e destinata  ai mercati di nicchia”.L’assessore Braia, ha ricordato i recenti riconoscimenti  nazionali ed internazionali ricevuti per le qualità e proprietà organolettiche dell’oliva: il concorso “Monna oliva”  vinto per la caratteristica oliva infornata di Ferrandina ( MT) oltre alla massiccia presenza degli olii lucani nelle guide Slow Food e Gambero Rosso con ben dieci olii inseriti e un premio “Sol d’Oro”.Il direttore generale del Dipartimento, Giovanni Oliva, ha ricordato i numeri importanti del comparto olivicolo in Basilicata: circa 380mila quintali di produzione di olive e 28mila proprietari con un imbottigliamento pari al 22 per cento della produzione regionale, oltre ottanta etichette presenti che comprendono la Maiatica e l’Ogliarola del Bradano (come varietà autoctone del materano) e l’Ogliarola del Vulture nel potentino insieme a ulteriori varietà minori..Il  marchio, oggi presentato,  verrà adottato sin da subito per la promozione istituzionale della produzione d’olio mentre, contestualmente,  il Dipartimento regionale Politiche Agricole e Forestali ha avviato il percorso per il riconoscimento del marchio IGP e del relativo disciplinare di produzione  da parte del Ministero delle Politiche agricole, forestali ed alimentari. Una volta ottenuta la IGP il Consorzio delle organizzazioni di produttori utilizzerà il marchio. c’ solo da augurarsi che questa unità raggiunta venga mantenuta fino in fondo. Tante volte siamo bravi a farci male da soli.

Condividi

Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

Lascia un Commento