La indiscrezione che Italia Viva era già pronta a votare la surroga la scorsa settimana e che si sia lasciata convincere solo dalla idea di tenere il Governatore Bardi sulla graticola per qualche altro giorno ,per accentuare e drammatizzare la crisi della maggioranza, è stata suffragata dai fatti, e ieri Polese e Braia hanno ufficializzato il loro prossimo voto a favore della surroga dei due consiglieri dimissionari, Piro e Cupparo. Lasciamo stare le giustificazioni che, ora come ora, appaiono ridicole e contradditorie, e cioè che si tratterebbe di un atto dovuto perchè è giusto lasciare ai due dimissionari la libertà di difenderesi come persone. Cioè le cose dette da Bardi e da Coviello la scorsa settimana e che non sono state prese in considerazione . E dunque, se si trattava di un fatto dovuto, è stata commessa una scorrettezza sul piano della forma istituzionale, se si trattava di dare libertà di muoversi ai due consiglieri, è stata persa una settimana. Ma le parole in politica spesso sono una maschera dietro cui si nascondono le vere intenzioni. E le intenzioni dei due di Italia Viva sono di cogliere l’occasione per aprirsi alla maggioranza, dimostrando un atteggiamento di disponibilità a colmare il vuoto numerico creato dalla dissidenza interna, vuoto che Bardi non ha nessuna intenzione di colmare con i due “barricaderi” Vizziello e Zullino. E dunque, questa apertura degli esponenti di Italia Viva va interpretata per quello che è, al di là della parole di cautela espresse nel comunicato: un atto di pronto soccorso politico della Giunta Bardi che guarda oltre l’evento contingente e mette in grado il Presidente di contare sull’appoggio del nuovo partito. Se poi non saranno due, ma tre consiglieri, meglio ancora: il Presidente si sarà tolto dalla scarpa i fastidiosi sassolini dei due belligeranti interni e potrà guardare all’ultima parte della legislatura con una certa serenità. Che sia una operazione senza contropartite è escluso. Ci saranno tempi e modi ma si arriverà ad un ampliamento della maggioranza. Che poi è nel DNA dei renziani, ormai dichiaratamente in rottura con la sinistra e affatto disposti a stare da soli. E dunque, paradossalmente, questa decisione potrebbe fare chiarezza sulle dinamiche della politica e sugli scenari futuri, nel senso che chi ambisce a sostenere o a guidare una alternativa a questa destra lucana dimostratasi rissosa, inconcludente e inaffidabile, ha ora tutti gli elementi per capire da quale parte stare, e come interpretare al meglio quella protesta silenziosa ma percepibile dei lucani verso una esperienza di governo che giudica assolutamente negativa. Tutto il resto sono chiacchiere che troveranno risposta alle elezioni regionali. Ed è intuibile che questa scelta di Bardi, oggettivamente determinata da una situazione interna insostenibile, con persone che hanno calpestato l’Istituzione regionale con il loro ostruzionismo permanente, sia stata condivisa dagli esponenti della Lega, che finalmente si tolgono dalle scatole i due consiglieri considerati rompiballe, aprendo la strada alla regia unica e indiscussa dell’ex senatore Pepe. Resiste Fratelli d’Italia, ma è una resistenza debole debole, di chi sa che per guardare alla successione di Bardi, occorrono altre truppe,volontarie o mercenarie che siano. E’ la politica, con la minuscola, bellezza!!Rocco Rosa
BRAIA E POLESE PRONTI A VOTARE. ITALIA VIVA PREPARA L’INCIUCIO
0
Condividi