Basilicata, Toscana e Lombardia sono tra le prime regioni per sviluppo di brevetti rivolti alla sostenibilità e alla qualità ambientale. Lo sostiene uno studio della LIUC Business School tramite l’Osservatorio IP Cube.
Si tratta dei brevetti del periodo 2015-2020 e si parla in particolare di brevetti green, ossia quelli che consentono di identificare le innovazioni orientate al miglioramento ambientale basate sull’Innovation Patent Index, indicatore che tiene conto di cinque insiemi di dati brevettuali (diversificazione, qualita’, internazionalizzazione, tempo, efficienza) per valutare la capacita’ innovativa di imprese, filiere e territori.
Per ciascuna regione sono stati analizzati i diversi profili di innovazione green dal punto di vista degli ambiti tecnologici e delle aree geografiche di innovazione, della capacita’ innovativa green e del trend evolutivo negli ultimi 5 anni.
Nel misurare la capacita’ innovativa green delle regioni, si spiega che l’innovazione green brevettata in Basilicata si caratterizza per un’elevata diversificazione tecnologica e quindi per l’ampiezza delle applicazioni possibili.
In Toscana, invece, l’aspetto distintivo e’ quello della qualita’ dei brevetti green, in termini di conoscenza e utilizzo del background tecnologico.
La Lombardia riesce ad essere superiore, rispetto alla media delle regioni italiane, in termini di qualita’, internazionalizzazione, tempo ed efficienza delle innovazioni green. Questa regione sale al primo posto se guardiamo ad un’altra classifica, ossia quella della capacita’ innovativa totale green delle regioni, dove la numerosita’ dei brevetti assume maggiore importanza. Così prime sono Lombardia, Toscana ed Emilia Romagna.
La Campania spicca per internazionalizzazione (numero di estensioni geografiche dei brevetti), l’Umbria per il tempo dedicato alla procedura di brevettazione e il Trentino – Alto Adige per efficienza (con quest’ultima si intende la quantita’ di brevetti depurata del fattore dimensionale).
FONTE Osservatorio IPcube: