Non si può certo sperare che sia il sole, tornato a splendere su tutta l’Italia, a spegnere il fuoco delle polemiche accese sull’episodio di Ventimiglia.
Non voglio aggiungere polemiche, come sale sulle ferite, preferisco esaminare i fatti, per tentare di capire come si arriva a certi comportamenti.
E’ indubbio che l’Italia, ancora una volta lasciata sola dall’Europa, stia subendo una incontrollabile occupazione. Vediamo sbarcare molti giovani in buona salute, poche donne con bambini e molti minori soli. Andiamo loro incontro ,li salviamo, li rifocilliamo e diamo loro un riparo, ove possibile anche una casa..
Giusto e normale.
Ma, la situazione delle città dove i migranti trovano una sistemazione, non può essere paragonata a quella che si verifica ai confini con la Francia cioè a Ventimiglia, e con la Svizzera, cioè a Chiasso.
Lì i migranti arrivano a centinaia e premono non per rimanere, ma per sconfinare.
I nostri poliziotti hanno il compito di dissuaderli dall’attraversare i confini, e bisogna riconoscere che non è facile.
Sotto il sole cocente o l’improvviso ciclone, col casco in testa e la tuta antisommossa, stanno lì davanti, in fila, a subire ogni tipo di provocazione, senza diritto di reagire, responsabili di danni che i migranti possono cauisare a se stessi o agli altri. Qualcuno muore d’infarto, vittima del dovere si dice. E qui poi i silenzi di certe forze politiche pesano più delle parole ufficiali delle istituzioni.
Certo, è quello il loro dovere, lo scelgono, nel momento in cui giurano fedeltà allo Stato e alla bandiera, ma dovremmo fare tutti un turno con quel casco in testa, centinaia di sconosciuti che ci vengono addosso con la forza di chi non ha niente da perdere, e le urla e la solidarietà violenta dei no borders che diventa odio contro chi fa il proprio dovere.
E’ tutto così difficile e pesante, che qualche parolaccia può sfuggire per scaricare la tensione.
In un tempo in cui le parolacce, specialmente tra i giovani, diventano un comune intercalare anche in serene o gioiose conversazioni, non fingiamo di scandalizzarci se qualcuna di queste scappa in situazioni di alta tensione. Solo un insulso moralismo o un prevenuto ideologismo può vedere la mano pesante dello Stato in un normale controllo della piazza . Tutti gli altri capiscono e si schierano dalla parte di chi fa il proprio dovere, cercando un equilibrio che viene misurato dai risultati e non da qualche parola di troppo.
Pensiamo alla sostanza delle cose, e non fermiamoci alle parole. Un Paese serio dovrebbe unirsi di frone a queste emergenze e fare fronte comune affinchè l’Europa, in un momento così difficile, non ci lasci soli.
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1 commento
El sueno de la razon. Quando la ragione s’addormenta genera mostri.