di Carmine Marotta
Era il 16 agosto 1981, erano trascorsi appena sei anni dalla fondazione del Gruppo Geo-Speleo Valle del Noce (15 gennaio 1975), e gli speleologi lucani, con la stretta collaborazione dei vertici nazionali della Società Speleologica Italiana e con il supporto spirituale dell’allora Parro
co Don Vincenzo Esposito, posizionarono sulla nuda roccia, appositamente adattata, la statua marmorea del Cristo Redentore. Una cerimonia commovente, ricca di spunti per riflessioni, una cerimonia eucaristica dedicata al ricordo di quanti perdono la vita per la pratica speleologica in Italia e nel mondo. Non fu un caso la scelta del posto, il Belvedere in località Jardino, a pochi metri di quello che rimane del Palazzo Ducale del rione Castello di Trecchina, ma anche a pochi metri dalla Festola Grande, la cavità a pozzo unico più profonda della Basilicata, di 136 metri.
Una piccola statua di Cristo Redentore che benedice la Valle del Noce, ricca di grotte, ma nello stesso tempo benedice l’attività degli speleologi.
Da quel 1981, ogni anno, sempre il 16 agosto, vengono ricordati gli speleologi che non ci sono più, deceduti per svolgere una attività scientificamente importante, ma anche quanti hanno fatto parte delle associazioni speleologiche trecchinesi (Gruppo Geo Speleo Valle del Noce e Centro europeo di Speleologia Marina) che per motivi non esplorativi sono deceduti negli anni.
Fra questi alcuni soci onorari, grandi nomi della speleologia Italiana che hanno contribuito alla nascita delle associazioni speleologiche in Basilicata.
Ed ogni anno in questa occasione vengono benedette anche le attrezzature che vengono utilizzate per la pratica speleologica: corde, moschettoni, caschi, e quant’altro si una sper l’attività esplorativa sotterranea. Quest’anno la celebrazione commemorativa si svolgerà alle ore 18,00e sarà officiata dal parroco di Trecchina Don Guido Barbella. Prevista la partecipazione di alcune autorità plitiche del luogo. Hanno dato conferma della loro presenza anche gli speleologi appartenenti allo Speleo Club Marmo Platano di Muro Lucano e ad altre associazioni speleologiche dalle regioni vicine. Dopo la funzione religiosa gli speleologi rimarranno a disposizione di chi vorrà fare loro domande sulla loro attività.

