Flash Mob in piazza a Potenza, contro il progetto di Autonomia Differenziata con la partecipazione di sindaci ed amministratori comunali, provinciali e regionali. L’iniziativa assunta dalla Provincia di Potenza, in contemporanea con la apertura della discussione parlamentare sul disegno di legge Calderoli, segna la distanza con l’atteggiamento fatalista e rassegnato del Governo Bardi che sta danneggiando gravemente gli interessi del Sud .
Proprio in polemica con questo disimpegno, il presidente della Provincia Giordano , aprendo il confronto con i sindaci,si è scagliato contro il disegno di legge in discussione , destinato ad
accentuare le differenze sociali ed economiche tra Nord e Sud. “L’autonomia differenziata è un tecnicismo normativo e un raggiro lessicale che nei fatti amplierà le diseguaglianze tra i cittadini italiani, proprio mentre c’è bisogno del contrario e cioè di una politica diretta a colmare i divari esistenti tra i due territori. Chi propone questa norma deve avere la consapevolezza che si sta scegliendo di dividere l’Italia .i Il presidente Girodano ha poi dato conto di un documento portato all’attenzione del Prefetto con il quale si denuncia “il disprezzo totale dai moniti giunti da più parti sui rischi che si corrono a livello economico e sociale con l’autonomia differenziata”. “Per fermare il ddl – hanno detto gli organizzatori – non rimangono che il Parlamento e una forte mobilitazione popolare. Ci rivolgiamo a quei parlamentari di maggioranza o di opposizione che hanno a cuore l’unità della Repubblica, il ruolo sovrano del Parlamento, la democrazia rappresentativa, la giustizia sociale e chiediamo loro di respingere il decreto”.
Sulla vicenda interviene anche Massimo Zullino, consigliere regionale di Basilicata Oltre, per il quale “ Le conseguenze di questo DDL, che si spinge ben oltre l’articolo 116 della Costituzione, sono infatti inaccettabili sotto tutti i punti di vista. Parliamo di concreti rischi legati all’aumento delle disuguaglianze sociali e territoriali del Paese, colpendo specialmente i cittadini lucani e del Mezzogiorno d’Italia sui servizi pubblici essenziali in tema di sanità, trasporti, istruzione, energia, tutela dell’ambiente e finanche la giustizia di pace».
Anche per Angelo Chiorazzo, il candidato governatore sostenuto da civici e Pd, “Il progetto leghista di autonomia differenziata sarebbe una sciagura per la Basilicata, il Mezzogiorno e l’Italia tutta perché aumentando il divario tra i territori condannerebbe il Sud e priverebbe il Paese delle sue reali chance di crescita”. “ “Gli analisti – spiega Chiorazzo – concordano nel ritenere che l’Italia avrebbe i margini di crescita più consistente proprio lavorando allo sviluppo del Mezzogiorno, che sconta ritardi storici dal punto di vista delle infrastrutture e dei servizi. Proprio oggi il Gimbe ha certificato l’esistenza di un ‘turismo sanitario’ che porta migliaia di cittadini meridionali a curarsi per necessità al Nord, con la Basilicata in saldo negativo di oltre 80 milioni di euro. Il progetto Calderoli è moralmente inaccettabile, andando contro il principio costituzionale della Repubblica ‘una e indivisibile’ (articolo 5); per questo è politicamente inquietante quanto fatto già fatto dal presidente della Regione Basilicata Vito Bardi e dalla sua Giunta, che ha dato parere favorevole al disegno leghista senza nemmeno un dibattito in Consiglio regionale