
ANGELA MARIA GUMA
Mercoledì 23 Ottobre, nella Chiesa di San Rocco a Pignola, si è svolto un momento di formazione organizzato dall’AC parrocchiale dal titolo significativo: Fede e Tradizione. L’incontro si inserisce nel cammino formativo del settore adulti dell’A.C., e si è ispirato alle linee guida della catechesi tracciate dall’associazione a livello nazionale il cui obbiettivo fondante parte da quello che potrebbe sembrare un semplice slogan ossia “Prendi il largo” ma che è, in realtà, è un’icona evangelica tratta dal brano di Luca (5, 1-11.) E’ questa la frase pronunciata da Gesù che, trovandosi nei pressi del lago di Gennesaret, circondato da una grande folla, sale sulla barca di Pietro e lo invita a “prendere il largo” …ed è questo l’invito che abbiamo voluto interiorizzare ossia quello di ampiare i nostri orizzonti, di avere coraggio, di affidarci a Lui nella nostra scelta di impegno associativo e di farci illuminare dalla Sua parola intraprendendo allo stesso tempo, insieme, un cammino di corresponsabilità nella formazione allargato a tutti. Non si vuole rimanere nello stretto giro degli associati ma guardare a nuovi orizzonti avendo come stella la luce della fede e come pilastri del nostro cammino la preghiera e la partecipazione eucaristica. Ma per allargare gli orizzonti non possiamo limitarci a questo, occorre guardare il mondo e la nostra realtà cercando nuove strade di evangelizzazione. Una traccia utile a tal fine è proprio il rispetto della tradizione, ossia di quel patrimonio di valori religiosi che aiutano ad accrescere e a sostenere la nostra fede. Per questo i responsabili adulti di Azione Cattolica hanno pensato di affrontare questa tematica invitando il maestro Gerardo Acierno, scrittore e cultore delle tradizioni locali dalla grande sensibilità religiosa.

L’incontro è stato strutturato come un dialogo e ha offerto interessanti spunti di riflessione il cui nodo centrale è stata la spiritualità che, come ha ben sottolineato il nostro prezioso interlocutore non può che essere la base fondante nonché l’utile e inevitabile raccordo del binomio tracciato. Commovente è stato il riferimento alla sua esperienza di crescita personale nella fede, tracciata dalla profonda sensibilità e dall’esempio materno, l’accorata rievocazione di un tempo e di un contesto sociale dove la devozione era la linfa vitale di una comunità viva che trovava nel rispetto delle tradizioni locali un senso di vera ed autentica identità. Il maestro Acierno ha inoltre sottolineato l’importanza della formazione, dello studio e del confronto e anche del dubbio. Nella frase del poeta francese Francis Jammes che si chiedeva: “Dicono: e se non ci fosse? Che importa; io so che alla sera, nel villaggio, la mia chiesa è tanto grigia e tanto dolce”, ha individuato l’utile sintesi e l’esempio concreto di come la fede in quanto dono prezioso della nostra esistenza abbia bisogno di linfa vitale e sostegno continuo. Un momento cruciale della serata è stata la preziosa testimonianza fornita da Lucrezia Lauria, Saverio Darimini e Fausto Marcogiuseppe, in rappresentanza dei numerosi giovani che negli ultimi anni si sono impegnati nel valorizzare le tradizioni organizzando la festa patronale. La semplicità e l’intensità di tale confronto, come ha ben ribadito nelle conclusioni il parroco Don Antonio Laurita, è stato proficuo per comprendere come la devozione e il rispetto della tradizione si possano rivelare un momento di crescita nella fede sia personale che comunitaria.