Pensavo che il giornalista fosse in grado di raccontare tutto, spiegare e rendere comprensibile un fatto, un evento, un territorio. Poi ho visto Meraviglia 360 , un filmato su You tube che riassume un altro concetto di racconto, fatto di emozioni, di suoni, di odori. Questo modo nuovo di raccontare è frutto di un lavoro promozionale di Michele Cignarale . Una utilizzazione intelligente della moderna tecnologia che trasporta lo spettatore all’interno della telecamera e lo inserisce come protagonista di un luogo.
E il tutto da un’idea semplice: il cambio di prospettiva, non immagini che scorrono davanti a te, ma immagini che ti coinvolgono, di collocano in un luogo, ti fanno sentire il vento, la musica, ti fanno toccare con mano la realtà virtuale che virtuale non è più: il profumo dell’uva appena colta, della grappa appena distillata, il silenzio partecipe di un Museo, lo sciabordio dell’acqua intorno alle barche.
Il marketing territoriale ha uno strumento principe che può sostituire o integrare negli sand di tutto il mondo il vecchio modo di promuovere un paese, una regione, una città affiancando al classico incontro d’affari, il momento clou di una immersione nel mondo che si intende raccontare, facendogli toccare quella terra , sentire il profumo di quel vino ( appositi diffusori ne riprodurranno i profumi), farlo immergere nell’atmosfera di una cantina, farlo scorrere come un angelo sul territorio.
E’ questa una innovazione destinata ad avere grandi effetti sul mondo della comunicazione pubblicitaria, cambiando il tipo di racconto e passando dalla riproduzioni di della realtà al trasporto della realtà.
Una innovazione che peraltro ha incredibili potenzialità applicative e che soprattutto è destinata a generare nuove implementazioni in tutti i settori, dal cinema, alla tv , alla documentaristica, con il ricorso a tecnologie in grado di emozionare e coinvolgere lo specifico spettatore, sulla base della sua cultura, dell’angolo di percezione di una realtà, del suo modo di vedere le cose. Partiamo da Matera 2019 per imporre il nostro nuovo modo di raccontare questa bella e variegata terra che è la Basilicata. Quando abbiamo fatto il giornale e messo la rubrica “made in basilicata” pensavamo appunto a queste persone, a questi giovani che vogliono scommettere sulla qualità del proprio cervello sulla propria creatività, ivi compresa la capacità di raccontare le cose in maniera da fartelo vedere e toccare