BUCALETTO: LA COMMEDIA DEGLI INGANNI

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Giampiero D'Ecclesiis

GIAMPIERO D’ECCLESIIS

 L’alloggio sociale è definito dal DM 22 aprile 2008 come “l’unità immobiliare adibita ad uso residenziale in locazione permanente che svolge la funzione di interesse generale, nella salvaguardia della coesione sociale, di ridurre il disagio abitativo di individui e nuclei familiari svantaggiati, che non sono in grado di accedere alla locazione di alloggi nel libero mercato” (art. 1 comma 2). Nella definizione rientrano anche gli alloggi realizzati o recuperati da operatori pubblici o privati con il ricorso a contributi e agevolazioni pubbliche destinate alla locazione temporanea (almeno otto anni) ed alla proprietà (art. 1 comma 3).

In questi ultimi giorni ho sentito spesso riecheggiare la parola Bucaletto; l’ho letta in comunicati stampa, l’ho sentita riecheggiare in Consiglio Comunale, l’ho letta su articoli di stampa, e sinceramente un po’ mi sono indignato.

Proverò a chiarire a chi non conosce la situazione i termini della questione, magari i cittadini di Potenza si faranno un’idea delle responsabilità politiche gravissime di chi in Consiglio Comunale e in Consiglio Regionale ha utilizzato questa vicenda solo per fare bassa demagogia (quando non per aiutare solo gli amici) e se n’è fregato altamente dei più deboli.

Orbene, chi di voi, onestamente, potrebbe dire che i cubetti “Santangelo” oppure gli altri prefabbricati di Bucaletto, come gli API con le componenti in amianto, possano rientrare nella categoria dell’Edilizia Residenziale Pubblica? Credo pochi, se non nessuno.

Eppure, strano ma vero, in una città che è stata amministrata per oltre un decennio da un ingegnere e che tutt’oggi ha un sindaco ingegnere succede che, udite udite, gli abitanti di Bucaletto non siano una diversa umanità risiedente in alloggi di fortuna, bensì i fortunati assegnatari di abitazioni di Edilizia Residenziale Pubblica, quando non sono i biechi occupanti abusivi delle abitazioni medesime.

E già.

Ora lo so, quelli di voi che sono dotati di senso critico e di senso della decenza staranno pensando, come ho pensato io: Ma non è possibile! Ci sarà un errore! Quelle sono baracche di emergenza costruite per durare 10 anni, non sono e non possono essere case popolari! I più malevoli penseranno ad una manovra fatta per far quadrare bilanci trasformando baracche in appartamenti di edilizia residenziale pubblica e, lo confesso, è quello che ho pensato anche io.

Ma la realtà, talvolta è assai più banale, magari il retropensiero di cui sopra ci sarà anche stato ma pare che, allorquando gli uffici tecnici comunali -credo fossimo all’epoca di Fierro- hanno dovuto procedere ad accatastare le baracche di Bucaletto, non hanno potuto fare altrimenti.

Dicono loro.

Naturalmente per i più giovani (e per gli smemorati) è giusto ricordare che quella necessità di accatastare i prefabbricati di Bucaletto nasceva dal dissesto finanziario del Comune (Eh sì, è già successo!) e quindi il sospetto che gli uffici siano stati orientati a fare “cassa” aumentando l’asse patrimoniale del Comune accatastando alloggi di fortuna come case per civile abitazioni direi che sia abbastanza legittimo.

Ma non basta, questo è solo il primo atto di una serie di eventi e di scelte che hanno condizionato la vita dei cittadini di serie B che abitano a Bucaletto e che segna e segnerà con un marchio di infamia una classe politica inetta, bugiarda, cinica e smemorata.

Fortunatamente viviamo in uno stato unitario per cui succede che, talvolta, le norme nazionali costringano i governi locali ad adeguarsi; questo è quello che è accaduto nel 2007 allorquando la Regione Basilicata, costretta da una legge nazionale, ha dovuto promulgare una nuova norma sulle abitazioni di edilizia residenziale pubblica.

Potevano mettere mano alla soluzione del problema e invece …..

I Consiglieri Regionali, nel promulgare la legge, si sono dimenticati che nella nostra regione c’è stato un terremoto, che esistevano ed esistono ancora, specie nel Capoluogo di Regione, insediamenti di prefabbricati che, nati per rispondere all’emergenza post sisma, erano stati chiamati via via a rispondere alle seguenti emergenze:

  • emergenza abitativa
  • emergenza chiusura dei manicomi
  • emergenza chiusura centri di recupero per tossicodipendenti
  • emergenza sfratti

Si sono dimenticati che vi erano alcune centinaia di famiglie (abusive e non) residenti in prefabbricati classificati come alloggi ERP quindi del tutto analoghi, nella loro classificazione, a qualsiasi altro alloggio ERP della città anche non prefabbricato e che, i detti abitanti, per poter ottenere un nuovo alloggio ERP avrebbero dovuto rispondere, come tutti gli altri, ai requisiti previsti nella nuova legge, tra essi :

  1. g) – non occupare, alla data di pubblicazione del bando di concorso, abusivamente un alloggio di e.r.p.;
  2. h) – non essere già assegnatario di un alloggio di edilizia residenziale pubblica adeguato alle esigenze del proprio nucleo familiare;

Nessuna particolare attenzione per i residenti di Bucaletto anzi, lo vedremo poi, un accanimento a discriminarli rispetto a tutti gli altri.

Sulla base dell’articolato della Legge regionale del 2007 né gli abusivi né quelli che, occupando legittimamente un prefabbricato, sono sprovvisti dei requisiti di metratura, reddito, composizione familiare, avrebbero potuto avere accesso ad un nuovo alloggio.

Di fatto gli occupanti legittimi, a parità di requisiti rispetto a chi non ha una casa, sono penalizzati in quanto risultano già assegnatari di una abitazione che è a tutti gli effetti un alloggio ERP (prima discriminazione).

In parole povere, la vecchina che abita in un prefabbricato che vuole? Già abita in un alloggio ERP, se il suo nucleo familiare non è aumentato e se il suo reddito non è diminuito, non ha alcun diritto di chiedere un nuovo alloggio, questa è la sostanza della situazione.

Ma non basta, il meglio deve ancora arrivare.

La condizione dell’abusivo è sovente figlia di situazioni economiche disagiate e quindi il legislatore lungimirante prevede una procedura affinché, avendone titolo, l’abusivo possa sanare la sua situazione e rientrare nella legalità e di fatti la legge promulgata dal Parlamento la prevede.

E i consiglieri regionali di Basilicata?

Naturalmente anche loro hanno prevista questa possibilità per tutti ad esclusione di chi ? Su, indovinate?…

Articolo 39 comma 2 c3: A meno che “non si tratta di prefabbricati assegnati in dipendenza di sisma o altre calamità naturali” !!!!! Alias la possibilità di rientrare dalla condizione di abusivi è data a tutti ad eccezione degli abitanti dell’insediamento di Bucaletto (la seconda discriminazione).

Il che equivale a dire agli aspiranti abusivi: se dovete fare un abuso andate ad occupare una casa popolare sfitta perché lì avrete la possibilità di sanare, mentre agli abusivi che occupano un meraviglioso prefabbricato vista ferriera, con amianto, realizzato 30 anni fa equivale a dire un bel sonoro e chiaro: fottiti!

Naturalmente la scappatoia per gli assegnatari c’è, basta dichiarare che il prefabbricato non è in condizioni igienico-sanitarie idonee ed ecco che magicamente la povera vecchina ha finalmente la possibilità di fare domanda di assegnazione di un nuovo alloggio (naturalmente sempre a parità di requisiti con tutti gli altri richiedenti un alloggio) ed ecco che, magicamente, fioccano le dichiarazioni di inadeguatezza igienico-sanitaria.

Naturalmente per gli abusivi questo non vale (terza discriminazione), ci mancherebbe, Noi siamo per la legalità!

Ci sarebbe ancora da dire molto, moltissimo sulla storia di Bucaletto, e mi ripropongo di farlo, sto studiando già da un po’, con qualche pausa forzata, la cosa potrebbe essere divertente se non dovessi sentire interventi di politici che al posto di arrossire e andare a nascondersi per non essere stati capaci di affrontare la questione, per aver biecamente approfittato ad ogni tornata elettorale del bacino di voti (andatevi a guardare la distribuzione dei voti in quella contrada, verificate a chi sono andati più massicciamente i voti e fatevi una vostra idea), ora si permettono di rivendicare, di denunciare, di dire la loro, cercando di pulirsi la giacchetta dal lordume di tutta questa vicenda.

Al Sindaco De Luca che sta cercando di porre rimedio, tra mille difficoltà, tra i mille condizionamenti che posso facilmente immaginare da parte di una maggioranza in gran parte composta da un partito che negli armadi, su questa vicenda, non ha scheletri ma cimiteri monumentali, mi permetto sommessamente di dare un consiglio.

Dario non ti fidare !!!!

La soluzione temporanea non è una soluzione, dare tre anni di affitto a chi ne ha bisogno per liberare i prefabbricati potrebbe rivelarsi una paga di Giuda, non c’è alcuna garanzia che tra tre anni il problema sarà risolto. Ancora una volta a pagare sarebbero i più deboli, quelli che magari accetteranno di andare via utilizzando la sovvenzione promessa dalla Regione, quelli che, ancora una volta, rischiano di essere la polvere da nascondere sotto il tappeto.

La soluzione per Bucaletto deve essere definitiva, chi ha i titoli, chi ha bisogno, indipendentemente dalla sua condizione di abusività deve essere sostenuto, dopo 30 anni una Città degna di questo nome non può permettersi una soluzione ancora una volta temporanea.

Il Partito Democratico ha tutto l’interesse di nascondere, di mistificare, di cercare di cancellare la sua responsabilità su questa faccenda, responsabilità politica e magari, in qualche caso, anche responsabilità personale (ma su questo non faccio affidamento, a Potenza non vi è garanzia della terzietà di chi amministra la giustizia).

Ai miei concittadini, a quelli che abitano la riva sinistra del Basento, dico solo informatevi, non giudicate, andate a guardare con i vostri occhi, non avevate e non avete bisogno di un programma televisivo per vedere questa infamia, ora potete rimediare alla vostra, alla nostra, disattenzione e pretendere per Bucaletto una soluzione giusta e definitiva.

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Sull' Autore

Giampiero D'Ecclesiis (Miles Algo) è un geologo. Forse anche per questo riesce ad amare la profondità dei luoghi e della terra. Poeta e scrittore pubblica i suoi racconti e le sue poesie in anteprima sulla pagina Facebook e sul suo blog. Nel 2008 presenta un libro di sue poesie dal titolo “Fantasmi Riflessi” cui segue, nel 2009, il suo primo lavoro narrativo “Vota Antonio, Viaggio semiserio in una campagna elettorale del 2009” (Arduino Sacco Editore). Nel 2012 per la collana “Scritture in metamorfosi” curata dall’Associazione culturale LucaniArt, pubblica una silloge di poesie dal titolo “Graffi nell’anima”. Con il suo racconto “150° Unità d’Italia – 20 luglio 1915, Isonzo” vince il primo premio della sezione Narrativa adulti del 1° Concorso letterario Nazionale “Premio Carolina D'Araio” e, sempre nella stessa occasione, con la poesia “Salendo al paese” il terzo premio della sezione Poesia adulti. Pubblica “Due avventure di Giovacchino Zaccana viaggiatore” in una raccolta di racconti editi dalla casa editrice Pagine nella collana “Nuovi autori contemporanei”. Nel 2014 pubblica il libro “Ipnotiche oscillazioni ed altre storie” Edizioni Universosud cui segue, nel 2015 sempre con la Casa Editrice UniversoSud, il libro di racconti “Giovacchino Zaccana – Appunti disordinati di viaggio”. Collabora con giornali e con riviste on line pubblicando poesie, brevi racconti e riflessioni di natura sociale e culturale. Ha un rapporto critico con il mondo che lo circonda. E’ curioso, irriverente. Odia ed ama la politica. Preferisce quella di prossimità. E’ capace di animare eventi complessi quando la letteratura, la musica, il teatro e la poesia possono restituire una occasione anche ai luoghi che vive. Così ha fatto rendendosi ‘testimonial’ del bisogno di spazi verdi fruibili nella sua amata Potenza, di luoghi da sottrarre all’amianto, all’incuria e all’abbandono.

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