Il balletto sui dati della raccolta differenziata ha portato alla luce il vero cacciavite esistente nell’ingranaggio del sistema, e cioè la destinazione finale della differenziata. Il concetto è questo: una cosa è la raccolta in termini differenziati del rifiuto ( carta,cartone,plastica, umido, indifferenziata) altra è la utilizzabilità in termini di recupero dello stesso materiale. Cioè, se io ho raccolto bene l’80 % del rifiuto, in discarica dovrei portare il residuo del 20 per cento e non il 40 o 50 %, magari trattato o triturato. Quello che sembra una ovvietà, tanto ovvio non è perché, spiega Pio Abiusi, dell’Associazione Ambiente e legalità, i Comuni calcolano la percentuale di differenziata con i corrispondenti codici CER nel momento in cui arrivano alla piattaforma. Se questi materiali non sono idonei per l’utilizzazione finale, allora quel rifiuto portato al centro di trasferenza non può essere recuperato e finisce come gli altri o in discarica o, se possibile, nell’inceneritore. Quindi il problema è la qualità della differenziazione, il controllo a monte e la verifica sul recupero. Qui possono avvenire o sbagli, oppure, diciamo così, manipolazione del risultato.
Il classico è l’umido. Si differenzia per arrivare a realizzare un compost di qualità, definito verde ,che è utilizzabile come fertilizzante agricolo, ma è recupero anche il compost grigio quando serve per la copertura di una discarica, perchè sostituisce gli inerti. A patto però che non si porti in discarica tutto l’umido stabilizzato ma solo la quantità che serve alla copertura altrimenti non è recupero. Ebbene , oggi come oggi- dice Abiusi- tutto l’umido concorre a formare la percentuale di raccolta differenziata. Così come si parla di valorizzazione del rifiuto attraverso la creazione del CSS (Combustibile solido secondo). Ve ne sono di due specie: “CSS rifiuti” che resta rifiuto e viene avviato ad incenerimento e “CSS combustibile” che perde la caratteristica di rifiuto e diviene combustibile perchè ha maggiore potere calorifico oltre che una minore presenza di mercurio e di cloro. Va da se che recupero si può considerare solo il css combustibile che è una parte del css. La Ue stabilisce che per il 2020 il 50% dei rifiuti deve andare a recupero mentre noi al momento siamo fermi a fotografare la raccolta differenziata che di per se non significa nulla. Quindi , è il ragionamento di Abiusi, se non si punta al recupero, non è gran cosa differenziare alla partenza e ci sono oggi attrezzature che possono avviare al recupero anche la raccolta indifferenziata. “Stiamo in buona sostanza leggendo il giornale di ieri perchè quando si parla di RIFIUTO ZERO significa avviare al recupero tutti i rifiuti o la maggiore percentuale possibile” Il resto sono medaglie di cartone . Insomma la strada è lunga, ma importante è vederla con chiarezza .E, stando a quanto ho sentito, attenti all’umido. Si può scivolare.