E’ un gesto altamente simbolico quello che è stato consumato ieri in prima commissione, al Consiglio regionale di Basilicata, con l’audizione dell’Associazione ex Allievi del Liceo Classico di Potenza, una scuola che ha forgiato negli anni gran parte della classe dirigente lucana, di quella che ha preso la strada dei Ministeri, delle Istituzioni nazionali, ma anche di quella che ha potuto rimanere in Basilicata.Una scuola che essa stessa è stato un presidio di quello Stato che funzionava e che riconosceva e portava avanti il merito dovunque si trovasse. Dai rappresentanti di quegli allievi è arrivato il monito allo Stato che non può razionalizzarsi escludendo i territori e passando sopra l’identità e l’unità di una comunità regionale. Lo stesso che da anni invano andiamo evidenziando: che ci vuole più Stato in Basilicata e che la sua manovra di concentrare uffici importanti e servizi essenziali lì dove c’è più gente è stata la più grande espoliazione dei diritti dei lucani. “Se lo Stato esercita i suoi poteri di legislazione e giurisdizione, la Lucania ha diritto ad avere la sua sede giurisdizionale propria nel massimo livello possibile in sede periferica, con parità assoluta con le altre Regioni a prescindere dai numeri delle pratiche che si svolgono. Il costo della democrazia è anche il costo delle istituzioni che sono presidi sul territorio”. Lapidario e conclusivo ,il prof.Mecca, che di quella scuola è stata l’anima e la guida, così come esplicito è stato il Giudice Pasquale Materi, per il quale “L’efficienza del sistema giustizia è un problema enorme che non può essere affrontato con il taglio orizzontale delle Corti”.Ecco, il tema dei prossimi mesi è questo: come riportare lo Stato nei territori per le sue funzioni essenziali, dalla Giustizia, alla Scuola,alla Sicurezza ; ma sopratutto come riportare un livello decisionale alto di quelle funzioni per una vera conoscenza del territorio e una risposta adeguata alle sue necessità. Il lavoro del presidente della Prima Commissione, Santarsiero, in questo direzione è appena all’inizio. La battaglia sulla Corte d’Appello non è che l’inizio di una azione politica che rivendichi più Stato, ma è un inizio forte perché, come ha detto l’avv. Aicale, presidente dell’Associazione degli ex allievi del Liceo potentino, essa “ è un baluardo della legalità e del diritto della Basilicata ad esistere, sopprimerla sarebbe un anacronistico ritorno indietro e potrebbe aprire le porte alla malaugurata perdita della Regione”
L’AUTORITA’ MORALE DI UNO STORICO LICEO
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