A.A.A. CERCASI PATRIOTI, PER RIFONDARE UNA COMUNITA’

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Sul finire degli anni 80, l’allora Presidente del Consiglio regionale, Romualdo Coviello,commissionò  ad un gruppo di studio formato dai professori Leonard, Putnam e Nanetti,  rispettivamente della Harvard University , della London School of economics , dell’Università dell’Illinois, uno studio sull’”effetto Regione”, cioè sull’impatto, il gradimento e soprattutto il grado di rappresentatività che l’Istituzione regionale era riuscita a conquistare nel sentimento popolare in quasi vent’anni di attività. Il risultato fu che dal punto di vista dell’identificazione di una comunità nella relativamente nuova istituzione , la Basilicata si poneva come “modello”, cioè un riconoscimento pieno, da parte dei cittadini lucani, del ruolo, della funzione e della capacità dell’Ente di dare risposte. Constatarono allora che mentre le Regioni del Nord,  alla guida di realtà dinamiche dal punto di vista dello sviluppo e con una economia che viaggiava a buona velocità, non erano riuscite a piazzarsi al centro dello scenario  politico-istituzionale , le Regioni più piccole e segnatamente la Basilicata , la cui economia era in gran parte dipendente dalla spesa pubblica per investimenti erano apparse come uno strumento importante di governo e di risoluzione dei problemi.  Si parlò allora di alto rendimento istituzionale, come fattore di sviluppo.

Se oggi andassimo a testare di nuovo i lucani sul grado di identificazione con l’istituzione regionale, probabilmente le risposte sarebbero di segno opposto.  E non è una questione di oggi. Sono almeno vent’anni che la medaglia ha offerto l’altro volto, fatto di gestione della cosa pubblica più personale, più interessata, più diretta al mantenimento del potere, più orientata a fortificare una dirigenza politica, ANCHE con gli eccessi di privilegi propri della casta. E fa specie che in questo periodo che parte da tangentopoli in poi ci sia stata il cambio totale della classe dominante, con l’ingresso nella sala di comando di partiti che avevano combattuto e vinto la battaglia della moralizzazione della vita pubblica, culminata appunto con la stagione delle manette. Sono cambiati gli uomini ma la deriva non si è fermata e oggi la Regione se non è malvista, è contestata per la sua incapacità di guidare , di essere di esempio, di fare il bene collettivo, di fare scelte orientate a dare forza  alla crescita dei territori. 

C’è modo di invertire questa deriva?  Non è facile rispondere. Manca una cultura di governo dovunque e in tutti i partiti. E di questo dovrebbe interessarsi il dibattito politico. di come rifondare il rapporto tra amministratori ed amministrati, di come ridare vera rappresentatività agli enti elettivi. Però  l’elezione diretta nei comuni e nella regione , con l’enorme potere accentrato sul vertice, lascia la porta aperta alla speranza di un persona che ambisca a passare alla storia di una città, di una regione, come uno che si è comportato da patriota.  In ogni caso , il modo migliore per onorare cinquant’anni di Regione , è quello di interrogarsi seriamente sul perché di questa crisi di rappresentanza. Voltarla in retorica ed in ipocrita celebrazione è venir meno al proprio dovere di eletti.  Rocco Rosa

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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