
rocco sabatella
Per commentare il pareggio del Potenza sul campo del Bisceglie, è necessario partire dal minuto 47 della ripresa quando è arrivato il gol del pareggio del Bisceglie e descrivere quello è successo nei due minuti successivi. C’è stata un’azione della formazione pugliese sulla destra con il cross che ha raggiunto al limite dell’area rossoblù Markic che ha messo il pallone in rete. Con l’arbitro che si avvia verso il centrocampo per convalidare il gol e con il suo assistente che resta impalato al suo posto con la bandierina alzata per segnalare qualcosa di irregolare nell’azione del Bisceglie. L’arbitro fa marcia indietro e si dirige nel punto dove stazionava il suo assistente prendendo la decisione di annullare la marcatura. Con questa decisione scatena la reazione di tutti i giocatori pugliesi che si precipitano verso l’arbitro e il suo assistente per protestare con veemenza contro la decisione di annullare il gol. Ne nasce un parapiglia generale che vede coinvolti anche i giocatori del Potenza e della quale fanno le spese Genchi e Bottalico che vengono entrambi espulsi. Le proteste pugliesi non si fermano assolutamente e all’improvviso l’arbitro prende una decisione contrastante con quella precedente dopo essersi consultato con il suo assistente: convalida il gol del pareggio e rimane irremovibile su questa decisione nonostante le proteste, questa volta, dei giocatori del Potenza che si sentono defraudati dalla inspiegabile decisione del signor Cascone di Nocera Inferiore. Che invita i giocatori rossoblù a riprendere il gioco. Si era nel recupero, fissato in 5 minuti, e pochi secondi dopo la ripresa del gioco, effettuato dai giocatori del Potenza, fischia la fine delle ostilità non concedendo nessun recupero supplementare che sarebbe stato opportuno visto che il gioco si era fermato in pratica dal minuto 47 al minuto 50. Fine della partita e due punti sottratti ingiustamente al Potenza che stava conducendo in porta la vittoria grazie alla rete segnata dopo sette minuti del primo tempo da Genchi con un delizioso pallonetto sull’uscita del portiere di casa in seguito ad una veloce azione ben congegnata dalla squadra di Raffaele. Con l’ausilio delle immagini abbiamo cercato di capire lo sviluppo dell’azione incriminata per stabilire che cosa aveva segnalato l’assistente sul gol del Bisceglie. Arrivando alla conclusione che l’assistente aveva probabilmente segnalato un fuorigioco attivo di un giocatore del Bisceglie, sul tiro del compagno Markic, che si trovava davanti al portiere del Potenza Ioime e nettamente aldilà dei difensori del Potenza. Non sapremo mai come l’arbitro sia arrivato, nello spazio di un paio di minuti, a due decisioni contrastanti tra di loro e perché abbia palesemente sbugiardato il suo assistente. Perché, come è noto, gli arbitri non rilasciano interviste e nella fattispecie del gol del Bisceglie il direttore di gara non ha fornito spiegazioni nemmeno ai giocatori e ai dirigenti del Potenza che lo hanno circondato per capire cosa era successo. Possiamo, a questo punto, azzardare solamente delle ipotesi che non avranno mai il conforto di un chiarimento da parte dell’arbitro. Si è trattato di una marcia indietro del suo assistente che potrebbe avergli confidato di essersi sbagliato nel segnalare qualcosa di irregolare? Oppure avrebbe deciso di convalidare il gol, come il regolamento gli permette, partendo dal presupposto di aver visto meglio l’azione rispetto all’assistente? Purtroppo non avremo mai la risposta. Di sicuro la decisione penalizza fortemente il Potenza e lo priva di due punti sacrosanti. Era talmente palpabile, a fine gara, l’arrabbiatura del presidente Caiata per il danno evidente subito. Al punto che le sue uniche parole pronunciate, ripetute più volte, sono state :“ e’ una vergogna!”. Non sappiamo quale sarà il giudizio dei commissari arbitrali sul suo comportamento. Di sicuro arbitri come il signor Cascone di Nocera Inferiore che, con la sua direzione di gara prima del caos creato con il gol prima annullato e poi convalidato, aveva già scontentato sia il Bisceglie che il Potenza, andrebbero dismessi dai ruoli arbitrali prima che continuino a fare danni incalcolabili per la loro manifesta incapacità . E’ l’unico modo per salvaguardare la regolarità del campionato di serie C. Direttori di gara capaci e bravi ce ne sono e con questi il designatore ha il dovere di portare avanti il torneo. Le mezze cartucce che non hanno la personalità giusta e la preparazione idonea per calcare i rettangoli verdi, devono essere estromessi e mandati a casa. Si parla tanto delle riforme che devono migliorare il calcio e che sono il cavallo di battaglia dei nuovi organismi dirigenti della serie C. Ma di fronte ai tanti sacrifici economici che le società di serie C fanno per andare avanti, non è giusto che trovino sulla propria strada direttori di gara che prendano decisioni inspiegabili e contraddittorie che alla fine decidono gli esiti delle partite. Qui non si mette in dubbio assolutamente il diritto di sbagliare degli arbitri che sono uomini e che come i giocatori commettono gli errori. Si tratta di avere una classe arbitrale molto più preparata allo scopo di eliminare il più possibile gli errori. Nel caso dell’episodio di ieri sera allo stadio Ventura di Bisceglie, il Potenza si sarebbe fatto una ragione, pur non condividendo la decisione, se l’arbitro avesse mostrato personalità e avesse immediatamente preso la decisione di convalidare la rete senza dare possibilità a nessuno di protestare. Era doveroso da parte nostra illustrare i fatti accaduti e soffermarci sull’operato del direttore di gara. Sulla partita da dire che il Potenza era vicinissimo ad una ulteriore vittoria in trasferta grazie ad un primo tempo giocato con molta intelligenza e con l’atteggiamento giusto e che era stato premiato dalla bella rete di Genchi. E non permettendo mai al Bisceglie di farsi pericoloso dalle parti di Ioime e sfruttando il maggior tasso tecnico rispetto agli avversari. Falsariga di gara vista anche nella seconda frazione di gioco nella quale, il Bisceglie, spinto più che altro dall’ardore e non da precise idee di gioco, ha tentato inutilmente di mettere in difficoltà il Potenza. Che stava resistendo alla grande e che senza il signor Cascone avrebbe portato a casa i tre punti. Se proprio vogliamo trovare un difetto nella prestazione di Franca e compagni, bisogna dire che forse, come ha riconosciuto lo stesso attaccante brasiliano a fine partita, negli ultimi 10-15 minuti finali il Potenza si è troppo abbassato nella propria metà campo lasciando campo libero agli avversari che, anche in maniera molto confusa e disordinata, hanno preso coraggio e non avendo più nulla da perdere si sono riversati nella metà campo dei lucani. Ma producendo davvero pochissimo se non un paio di opportunità nemmeno troppo clamorose per allarmare Ioime che non ha dovuto compiere nei 90 minuti nessun intervento difficoltoso. A fine gara era giustificata la delusione e l’amarezza profonda nel clan rossoblù. Ma adesso è necessario non deprimersi e concentrarsi già sulla gara casalinga di domenica prossima al Viviani contro la Virtus Francavilla.