A poco più di cinque settimane dalla presentazione delle liste per le elezioni comunali di Matera, il quadro politico appare sempre più frammentato. In particolare, preoccupa la divisione interna al Partito Democratico, la cui belligeranza rischia di compromettere la costruzione di un’alleanza competitiva nel campo progressista.
Da un lato, esponenti come Chiurazzi, Marrese , Muscaridola e Mancini si oppongono alla candidatura di Cifarelli, ritenendosi autosufficienti e puntando a un accesso diretto al ballottaggio senza passare dalle primarie. Dall’altro, forze come il PSI, AVS, il M5S e una parte dello stesso PD sembrano più disponibili a un percorso partecipativo, che potrebbe offrire una sintesi più ampia e inclusiva anche grazie all’istituto delle primarie .
Nel frattempo, al centro si sta delineando un’area composita che include esponenti di Italia Viva, Azione, civici ex Forza Italia e alcuni gruppi civici. Parallelamente, BCC e una lista civica valutano di correre autonomamente già al primo turno.
mentre al netto dell’ edulcorata lista ex Forza Italia, resta compatta la coalizione tradizionale di centrodestra.
Se la situazione dovesse rimanere questa, il PD materano rischia paradossalmente di compiere un vero e proprio “miracolo” politico: frammentare il centrosinistra al punto da favorire un ballottaggio tra il centrodestra e l’area centrista-civica. Questo scenario, di fatto, consegnerebbe la città o alla destra o a un fronte moderato oggi già al
Governo regionale di cdx , rendendo il centrosinistra spettatore di una partita che avrebbe invece potuto giocare da protagonista.
Si è ancora in tempo per ricomporre il quadro progressista e civico, ma il tempo stringe: sei settimane sono poche per trovare un equilibrio, ma abbastanza per evitare errori già visti alle scorse regionali. Serve una scelta chiara e condivisa, e soprattutto la volontà di anteporre l’interesse collettivo alle dinamiche interne di partito. Se non si definisce subito un perimetro chiaro – attraverso le primarie o un accordo solido – il rischio è quello di arrivare divisi e lasciare campo libero agli avversari.
il centrosinistra deve ritrovare il senso di responsabilità e l’attaccamento al proprio progetto. Ogni giorno perso avvicina Matera a un esito che potrebbe rivelarsi irreversibile.