A MELFI IL MONUMENTO A FEDERICO II CHE NON C’É

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Una lunga attesa sempre disattesa

FRANCO CACCIATORE

Dimenticato l’Imperatore che ha legato il suo nome alla città con le Costituzioni

Davvero strano e inusitato che una città veda legato il suo nome nella storia a Federico II e non eriga un monumento in suo onore. É quanto avviene a Melfi che si coniuga all’Imperatore con l’atto più importante da lui compiuto: le Costituzioni. Un atto doveroso ad oggi non compiuto.

É storia antica e remota aspirazione quella di un monumento a Federico II a Melfi, non realizzato.

Antonino Lancieri, già Presidente della Provincia di Potenza, in una sua guida degli anni ’50 nello scrivere che “in Melfi, nessuna traccia tangibile in onore del grande Imperatore”, ci riporta al 1898, quando all’inaugurazione del monumento a Orazio in Venosa, Teodoro Mommsen esortava Giustino Fortunato a promuovere azione per monumento a Federico II a Melfi. Purtroppo la sua opera fu vana per l’indifferenza riscontrata, tanto non accogliere l’opera gratuita dello scultore Battista Amendola. Lo stesso Lancieri  sollecitava il sindaco dell’epoca a chiedere il monumento quale dono della Germania. Cosa, in tempi recenti, avvenuta per la città di Jesi.

E Lancieri, da Presidente dell’Ordine degli Avvocati del Melfese, che tanto si era battuto per la realizzazione del nuovo Palazzo di Giustizia, aveva predisposto perché lì venisse eretto monumento a Federico II. La piazza intitolata all’Imperatore e sui gradini d’ingresso sistemato basamento per la statua. Purtroppo non se ne fece nulla.

Altro input caduto nel vuoto il 1922, quando nella corte del vecchio Municipio fu affissa lapide marmorea che celebra Federico II e Dante nel VI centenario della sua nascita. Ancora negli anni 70, proprio i convegni su “Dante e la cultura sveva”, promossi dal Direttore della Biblioteca Provinciale, Pietro Borraro, portarono al dono della Germania dell’effigie di Federico II, riproduzione della “testa di Lanuvio”, collocata nelle corte del Municipio. Si sperava nel prosieguo con l’ottenere statua dalla Germania ma tutto finì lì. E oggi che, finalmente e ufficialmente Melfi è “città delle Costituzioni di Federico II”, da chiedersi se l’antica aspirazione di doveroso atto da compiersi, il monumento  all’Imperatore, si realizzerà o ancora una volta rimarrà nel libro dei sogni.

Le foto: Il castello delle Costituzioni – Federico II, dono della Germania a Melfi, città delle Costituzioni – L’epigrafe nella corte del vecchio Municipio.

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Franco Cacciatore

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