A TUTTI I “MIMMO” DI QUESTA TERRA

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Mimmo Lucano in un incontro pubblico si sfoga: “A Riace non è rimasto più nessuno, come prima che arrivasse quel barcone di curdi”. La Polizia ferma (non so come sia andato a finire) il “Mimmo” di Potenza, un uomo di origine marocchina che vive nella nostra città da molti anni. Un anno fa sempre a Potenza le forze dell’ordine sgombrano i ragazzi del CSOA Anzacresa dalla palestra del complesso CONI di Montereale abbandonato da 25 anni.

Tre notizie che hanno un elemento in comune: la prevalenza della legge scritta contro quella morale, la prevalenza di Creonte su Antigone. Perchè è indubbio che in tutti e tre questi casi la legge, in qualche modo, è stata violata. Poco, molto, per fatti gravi o veniali, non ha molta importanza. Perchè Mimmo Lucano ha sicuramente “adattato” le norme sulla rendicontazione ai suoi fini; perchè Mimmo di Potenza fa indubitabilmente il parcheggiatore abusivo; perchè i ragazzi dell’Anzacresa hanno sicuramente forzato una porta e si sono appropriati di un bene pubblico. Non ha molta importanza, per la legge, nemmeno che Riace sia rinata, anche dal punto di vista economico, diventando modello per tutti i piccoli Comuni meridionali; che Mimmo di Potenza sia una persona perbene che non ha mai fatto male a nessuno e cerca solo di tirare avanti per sé e i suoi; che Anzacresa era diventato un punto di aggregazione nel quale si faceva musica, animate discussioni, azioni di civismo ambientale, piccoli eventi di divulgazione, corsi di italiano per migranti, servizi per tutto il quartiere.

Mimmo, innanzitutto, non si chiama Mimmo. Quello è il nome italiano che si è dato per accelerare un processo di integrazione evidentemente complicato. Mimmo si chiama Noureddin, “sarebbe Leonardo, in italiano” mi spiegò una volta. Perchè io Mimmo/Noureddin lo vedevo tutti i giorni, ogni giorno gli lasciavo in custodia la mia macchina, aperta e con le chiavi dentro, e ogni giorno mi fermavo a parlare qualche minuto con lui, prima o dopo il lavoro. Gli offrivo il caffè, talvolta, senza zucchero perchè è diabetico; gli ho portato le Benagol per il mal di gola, un giorno che non riusciva a parlare. Ogni anno, a Natale,  gli regalavo un cesto natalizio stando attenta a non metterci lo zampone, perchè non ho mai avuto il coraggio di chiedergli se era musulmano, e se lo era, se era praticante, e non volevo sbagliare. Nel corso del 2016, un anno terribile per me, più volte mi è capitato di raccontargli una paura e una desolazione che non avevo il coraggio di raccontare a nessuno. E mi è capitato più volte che mi spuntassero le lacrime mentre parlavo. Lui abbassava gli occhi, per timidezza e rispetto, e una volta, dopo che lo avevo salutato e mi ero voltata per andare in ufficio, alle mie spalle gli ho sentito dire “Gente buona Dio l’aiuta“. Un viatico di gentilezza e amore per il prossimo venuto dal nulla, una voce che forse non era manco la sua, forse era il mio spirito guida o chi per lui.

Non chiedeva mai soldi, mai. Talvolta ho dovuto insistere per compensargli il servizio che mi rendeva. Due anni fa, proprio sotto Natale, ha avuto un terribile incidente con una delle macchine che aveva in custodia, la dinamica non mi è mai stata chiara ma se l’è passata bruttissima: un lunghissimo ricovero, fratture ovunque, almeno tre o quattro interventi, una lunga riabilitazione e ancora adesso usa una stampella. E naturalmente i guai giudiziari. Io e altri ci mettemmo in contatto con la moglie e la sostenemmo, insieme alla sua famiglia, in quei primi giorni, meglio che potevamo. La sera di Natale mi squilla il cellulare, un numero sconosciuto. Era Noureddin, la voce affaticata e roca, che mi ringraziava e mi augurava buon Natale.

Un essere umano, una brava persona. Quanto conta questo davanti alla legge? Niente, ovviamente. Perchè io però dietro questa applicazione cieca di regole su persone che non fanno male a nessuno ci vedo sempre l’accanimento troppo facile contro chi non può difendersi? perchè ci vedo sempre una punta di fascismo, nell’applicare la legge sempre contro i poveri cristi e mai contro le grandi ruberie, le enormi ingiustizie sociali, le mafie e camorre assortite di cui anche la nostra regione non è priva? Era davvero necessario fermarlo per un controllo di Polizia? Era davvero necessario vessare Mimmo Lucano per i suoi metodi border line, era davvero necessario sgombrare i ragazzi di Anzacresa dalla palestra del Coni? E’ davvero urgente alzare le tasse, bloccare le assunzioni, bloccare le rivalutazioni di stipendi medi, attentare pericolosamente ai diritti civili acquisiti da decenni, chiudere i centri SPRAR, chiudere i porti, alzare muri, odiare, odiare, odiare?

Ecco, io vorrei dire a tutti i Mimmo del mondo, a tutti i Mimmo di questa nostra terra che ci sono quelli che continueranno a preferire Antigone a Creonte, pur nella consapevolezza di appoggiare trasgressioni di legge. E’ questa, oggi, l’unica resistenza possibile. Un giorno, credo, verremo chiamati a renderne conto. Gente buona, Dio l’aiuta.

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Sull' Autore

Esperta di Fondo Sociale Europeo e delle politiche della formazione e del lavoro. Mi interesso anche di fenomeni di innovazione sociale e civic hacking: open data, wikicrazia, economia della condivisione, creazione ed animazione di community di cittadini. Sono membro del gruppo di lavoro che ha portato Matera a Capitale europea della cultura per il 2019. Sono orgogliosamente cittadina di Potenza e della Basilicata, e lavoro e scrivo per migliorare il pezzetto di mondo intorno a me.

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