Ci sarebbe da ridere se la situazione non fosse così seria. Arriva Salvini e apre le danze con la storia del Modello Basilicata, dove si pompa petrolio e si danno mancette alla gente per campare . Poi è la volta della Casellati che inneggia al Texas d’Italia. S’infiamma Don Chisciotte Calenda e chiede nuove trivellazioni e gli fa da spalla Sancio Panza Renzi che ricorda come lui modestamente si è batturto contro lo stop alle trivelle. Mancava la ciliegina sulla torta ed è arrivata dalla pasticceria di Napoli, con Amendola che loda Bardi per quella delibera del gas gratis ai lucani, ricordandogli sommessamente che forse dovrebbe estenderlo anche alle imprese. Al segretario La Regina non glie ne va bene una: è stato sino ad ieri a sostenere che si trattava di una mancia elettorale, che non si guardava allo sviluppo e che si condannavano i lucani a rimaneri attacati al gas, e viene smentito dal capolista del suo partito con un messaggio che dice l’esatto contrario. E se gli stranieri straparlano i loro referenti lucani stanno zitti, si nascondono pensando che la gente non noti la contraddizione evidente tra quello che hanno detto fino a ieri sulle scelte di questa destra guidata da Bardi e quello che dicono oggi i loro leader. Se solo i cittadini di questa regione riflettessero su queste uscite sulla pelle della Basilicata, capirebbero che siamo una regione strumentalizzata da gente che viene da fuori , che non ci conosce e alle quali non interessa cosa pensano i lucani. Un possedimento conteso dal potere romano, a questo ci hanno ridotto. Se solo I lucani capissero la gravità della situazione, ripartirebbero dal territorio. Ripartirebbero dalle facce che si conoscono e e che danno fiducia, sopratutto ripartirebbero da nuovi volti, mai come adesso necessari per alimentare la speranza del cambiamento. Non è vero che qui è il deserto: ci sono giovani che hanno idée, fanno proposte sensate e che parlano con competenza del territorio, di come procedere lungo la via dello sviluppo, di come ridare autonomia decisionale alla comunità regionale, di come trasformare le compensazioni in fattore di cambiamento energetico e di sviluppo alternativo. Approfondire, discernere, valutare , discutere, ma sopratutto rendersi conto che è arrivata l’ora di dare un segnale di discontinuità con questa partitocrazia che sta mettendo sotto i piedi la nostra gente, ne conculca i diritti fondamentali, calpesta i territori e ne fa strumento di potere. La stessa partitocrazia che sta preparando l’autonomia delle regioni del Nord, il nucleare , e che quando dovrà decidere sul deposito unico sarà pronto, c’è da scommetterci, a chiedersi qual è la regione più spopolata , quella che non ha voce in Parlamento e che può essere sacrificata. A proposito di deposito nucleare, perchè non affrontano oggi quest’argomento e lo lasciano al dopo elezioni? Magari qualcuno proporrà che in cambio del sito, i lucani potranno avere la luce gratis, tasse a parte. E’ questo il modello lucano: una mucca da mungere, un limone da spremere.? E dunque è l’ora di alzare la voce contro queste sopraffazioni. E’ l’ora di agire con la sola arma che ci è rimasta: il voto che boccia la malapolitica. Rocco Rosa
A TUTTO GAS, DA SALVINI, A CALENDA AD AMENDOLA. LA BASILICATA ALL’ASTA
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