E’ un atto di onestà intellettuale quello che l’assessore ai lavori pubblici del comune di Potenza ha compiuto, ammettendo che le opere di riqualificazione di alcuni marciapiedi della città sono più o meno una vergogna e che , per come sono, si e nò possono rimanere in periferia, lì dove un certo arredo urbano su strade dedicate al traffico veloce, impatta di meno. Non è mai capitato nel passato che uno, dico uno, dei responsabili della cosa pubblica abbia detto: si, abbiamo sbagliato, ho sbagliato, hanno sbagliato! No, mai, ! La regola è ignorare, ignorare. E così fingendo di non leggere i giornali, o togliendosi da fb, oppure nascondendosi sotto un nik name hanno pensato di vivere meglio illudendosi che la gente comune, il popolo, i cittadini fossero afoni.
Oggi finalmente si inaugura l’era dell’autocritica, che è tutt’uno con l’era dell’ascolto dei cittadini, in qualsiasi forma e con qualsiasi mezzo essi si esprimono. Diamo a Cesare ( Sergio Potenza) quel che è di Cesare e rilanciamo agli amministratori comunali il tema di come ricevere, organizzare e gestire i rilievi, le rimostranze, le denunce e le proposte dei cittadini di Potenza. I quali sono più avvertiti , responsabili e sensibili di quanto gli amministratori pensano e vogliono sinceramente collaborare per segnalare emergenze e quant’altro. Non ci vuole molto per fare questo: basta andare su internet e vedere quello che hanno fatto decine e decine di Comuni, cioè l’apertura del loro sito municipale alla voce dei cittadini, con la sola avvertenza di non mandare segnalazioni di problemi personali. Un addetto a sito che raccoglie le segnalazioni e le passa, via elettronica, al dirigente di settore, in maniera tale che nessuno possa dire: io non sapevo. Stesso mezzo per rispondere: farò, faremo, oppure non lo possiamo fare. Questà è la civiltà delle macchine , nel terzo Millennio.