Una perla amministrativa, di quelle destinate a riempire le collezioni della burocrazia italiana, viene dal Comune di Picerno dove si sta attuando un concorso pubblico per un posto da psicologo….mediante sorteggio. E’ un concorso per titoli ed esami, e cioè nel quale giocano entrambi le componenti: dell’esperienza certificata, dei titoli di studio o specialistici e delle prove di esame, scritta ed orale. Ebbene, siccome i concorrenti erano troppi , la commissione ha avuto la felice idea di limitarli a cinque, cioè il quintuplo del posto messo a disposizione, prima selezionando i migliori punteggi e poi sorteggiandone, tra i punteggi inferiori , solo cinque. Per carità nel bando era prevista una procedura di riduzione dei candidati che recita testualmente: ” qualora gli ammessi siano superiori al quintuplo dei posti messi a selezione tra coloro che abbiano riportato il punteggio inferiore si procederà mediante sorteggio pubblico. ” ma la soluzione è da brividi ,dal punto di vista del diritto , ed è roba che se è consentito ad un privato, certamente non può essere consentito ad un ente pubblico. Perchè è una aberrazione giuridica? Semplicemente perchè se tu hai messo nel bando che ne devi selezionare cinque a partire da quelli che hanno il punteggio più alto e ne trovi venti a pari merito, li devi ammettere tutti e venti agli esami e non puoi ricorrere al sorteggio, a rischio di ledere i diritti degli altri. Il sorteggio non è uno strumento utilizzabile in un concorso per titoli ed esami, dove solo la partecipazione alle varie prove offre un giudizio completo ed inattaccabile. Ora, la mia domanda non è rivolta al Sindaco, perchè non è lui che è custode della legge, ma al segretario comunale di Picerno al quale chiedo la cortesia di spiegare se un percorso del genere può reggere al giudizio di un tar o di un Consiglio di Stato e se ci sono precedenti che legittimano questa procedura. Perchè, per quello che il comune cittadino sa o fai un concorso per titoli,
e allora scegli chi ha il punteggio più alto, oppure fai un concorso per titoli ed esami e allora devi dare le stesse possibilità a tutti di competere. La pesca a mezza costa dei pesci da cucinare all’esame non è ammessa. In questa vicenda emerge l’incapacità collettiva di creare un percorso virtuoso, con dei bandi che oggi non possono essere onestamente gestiti, se non a livello provinciale o regionale. I comuni, gli enti stabiliscano le esigenze per tutte le professionalità e si faccia un unico solo concorso, supervigilato, per tutte le amministrazioni comunali che hanno difficoltà a fare concorsi pubblici, data l’enorme mole di candidati. Il problema va affrontato di petto, tra Anci regionale e Regione non con invenzioni che sul terreno della legittimità si prestano a contenziosi. Rocco Rosa
ACCADE A PICERNO: UN CONCORSO PUBBLICO…TRAMITE SORTEGGIO
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