ARMANDO TITA*
Premetto che non ho mai amato l’appiattimento sociale e il conformismo, il fatalismo e il coro delle truppe cammellate, gli eccessi e le violenze, le oligarchie e i brutali affarismi e che considero la rassegnazione, per dirla, alla don Filippo Lombardi, prete-coraggio di Terzo Cavone, un demone, un peccato. Oggi gongolo di gioia nel partecipare a questi ultimi raduni “idrici” caratterizzati da tanta dignità e da tanta determinazione e soprattutto dalla fine delle bugie, degli infingimenti e delle demagogie della peggiore specie.
Questo popolo sano pretende VERITA’.
Le precise, puntuali e dettagliate analisi/denunce del direttore Rocco Rosa pubblicate su Talenti Lucani e la lucida intervista del caro Sindaco Nicola Valluzzi pubblicata sul Quotidiano del Sud vanno in questa direzione.
Il Movimento spontaneo di “Acqua Pubblica Camastra ” ci fa ben sperare in un riscatto della società civile potentina e lucana. Collettività Amica.
Ho vissuto da settantenne inoltrato e maturo (73) ai momenti politici più belli dell’amata Basilicata… dal Movimento studentesco di fine anni sessanta alle Giunte Rosse, da Scanzano Jonico alle Felpe bianche. Non mi sono mai arreso, pur da posizioni isolate ma non per questo meno significative, ho cercato di fotografare la società lucana nella speranza di intravedere segnali di rinnovamento nella prassi civica. Mi ero tanto illuso sui Movimenti civici e sul riscatto delle periferie, sul riformismo di qualità del “Documento” dei Fedeli Laici di Basilicata Casa Comune. Mi sono ritrovato più deluso e più confuso. Per questo vissuto e con questo spirito ho partecipato convintamente da inguaribile “fustigatore”(come ama definirmi Paride Leporace) alle manifestazioni dei giorni scorsi di “Acqua Pubblica Camastra” sia a Via Verrastro che a Piazza Mario Pagano.
Mi è piaciuto, come sempre, riprendere la mia vecchia abitudine di “navigare” in incognito tra anziane signore (ecco la vera novità di questi raduni “idrici”) e tra tante ragazze e ragazzi sconosciuti alla mia persona. Mi è sembrato di rivivere con i miei figli, con i ragazzi delle Felpe bianche del nostro Liceo classico “Orazio Flacco” e con i ragazzi di Padova le belle manifestazioni di Libera del decennio scorso, senza mai dimenticare la stupenda manifestazione dei Centomila di Scanzano vissuta da Responsabile del Presidio del “Forum Regionale dei Giovani di Terzo Cavone” con i ragazzi dell’epoca, da Pasquale Stigliani a Giovanni Casaletto e con tanta altra bella gente di dignità e di coraggio, fuori “Tribù”, senza il supporto di istituzioni, partiti e sindacati.(Che bello vivere l’autogestione con genuinità, semplicità e passione senza personaggi snob e senza intellettuali del politically correct, senza le stupide femministe e senza i violenti massimalisti).
Che bello è stato vivere in comunione con le tante ragazze e i tanti ragazzi del “mio” Forum regionale e dei movimenti ambientalisti, “gentili” e non violenti, e, soprattutto, con tante donne e tanti agricoltori “incazzati” a buon ragione.
Tutto ciò per continuare ad essere “coscienza pubblica” senza alcun “tornaconto personale” (è bene
chiarirlo a scanso di equivoci) per entrare nella carne e nel sangue di questi ultimi giorni. Non sono dotato di particolari strumenti o di sensori “anticipatori”, ma, il risveglio di tanta bella gente comune con forme e metodiche di autogestione senza supervisori , senza marpioni politici e sindacali o biechi cattivi maestri , senza ipocriti dell’ultim’ora come avvenuto a Scanzano… mi fa diventare ottimista… della ragione.
Sembra di rivivere uno stupendo amarcord giovanile di tanti, tanti anni fa, i “nostri” momenti migliori, quelli del Movimento studentesco lucano , quelli del Raduno dei 10mila dell’ottobre 1969 a Piazza “Prefettura” (per noi del vecchio conio è stata sempre Piazza Prefettura), frutto di tante Assemblee unitarie,( la più bella e la più numerosa fu quella del Sacro Cuore aperta anche ai giovani del Movimento giovanile DC) . Sarò ripetitivo, sarò noioso, ma, l’aver pubblicato nel lontano 2016 un Volume (Ed. IL SEGNO)con un
intrigante titolo: “Quando la Sinistra amava il Mezzogiorno e la Basilicata” la dice lunga sullo sconfortante momento politico lucano che stiamo vivendo.
Un momento politico caratterizzato dalla goffaggine e dal vuoto a perdere. Da qualche decennio, lo dico agli organizzatori di “Acqua Pubblica Camastra” e lo confermo nell’introduzione al libro, gli uomini, le donne e i giovani della sinistra lucana hanno perduto il senso della storia e di una seria e credibile narrazione politica.
Il libro che ha evidenziato con amarezza ,quasi presagendo gli “accadimenti” di oggi, in primis, lo sfaldamento del Pd e le “baruffe chiozzotte” delle elezioni regionali, aveva anticipato gli eventi e la totale assenza di quell’elemento “cosciente” di direzione politica. Elemento cosciente che non ha più ragione di esistere nel “todos caballeros” odierno tra un centro sinistra senza identità e senz’anima e un centro destra fermo al semaforo, chiuso, oligarchico e confuso supportato maliziosamente dai “cespugli” del centrosinistra di Azione e di Italia viva, veri protagonisti e veri vincitori delle recenti elezioni regionali.
Lo vorrei ricordare a Polese e Marcello Pittella e a tutto il cucuzzaro del centrosinistra, da Lacorazza a Chiorazzo e ai Cinque stelle , che le nostre stupende iniziative degli anni settanta sono state un piccolo esempio di comunione vissuta sul campo tra umile organizzazione dal basso, tra progettualità serie e risultati positivi conseguiti sia in termini di mobilitazione che di proposte concrete di sviluppo dell’ agroindustria come… il “Conservificio” del Gaudiano, in primis.
E’ stata la “vendetta” di una generazione periferica appartata dal centro della grande storia. Sono state le dinamiche di una economia debole e di una Sinistra lucana e meridionale degli anni settanta, vivace e propositiva, consumate , per dirla alla Giancarlo Vainieri, in stupende esperienze di movimenti giovanili e di vero riformismo.
Esperienze di riformismo che non avevano mai rimosso la questione del Mezzogiorno Interno, quello dell’Osso, quello di Manlio Rossi Doria, quello delle Giunte rosse e quello delle Sinistre di governo e di lotta, Tali stupende esperienze politiche ,oggi, si sono brutalmente liquefatte.
Lo vorrei dire con affetto agli Organizzatori di Acqua Pubblica Camastra e ai nostri amici di Basilicata Casa Comune … nei nostri movimenti degli anni settanta la coesione sociale, i diritti civili, i Comitati democratici per il Divorzio e l’Aborto , il rinnovo dei servizi socio-sanitari, la chiusura dei manicomi, lo sviluppo industriale che partiva dal territorio, non catapultato e non di natura chimica, inquinante e distruttiva, l’affrontare in modo nuovo la tossicodipendenza e la condizione di deprivazione culturale dei nostri giovani e delle nostre spopolate aree interne erano il nostro Vangelo, erano le nostre priorità assolute. La Basilicata era in quel momento (spinta pure dal Movimento dei Preti del dissenso)tra le regioni italiane quella che maggiormente esprimeva tali pulsioni. Le Manifestazioni odierne per l’acqua pubblica e pulita devono richiamarsi a queste nostre stupende esperienze collettive cominciando ad operare non solo a Potenza, ma, pure, nei “29” Comuni del Camastra
e in tutte le Comunità Marginali lucane, assonnate e dormienti.
Tale suggerimento mi viene dal cuore ed è gratuito per gli Organizzatori di Acqua Pubblica Camastra. La Comunità marginale lucana è considerata ancora oggi luogo di passaggio . Quindi gente e giovani che vanno via e che vanno a formare stabilità economica, sociale e culturale altrove.
Nella Comunità marginale lucana cari amici di Acqua Pubblica Camastra la presenza ingombrante della maggioranza di anziani crea una forte difesa della cultura tradizionale .
E’ logico che in queste condizioni i problemi rischiano di non essere recepiti e, quindi, risolti. Al contrario ,oggi, riscontrare la bella presenza di tanti anziani e di tante anziane ai raduni di “Acqua
Pubblica Camastra” ci fa ben sperare.
Cari organizzatori di “Acqua Pubblica Camastra” il vostro compito in Basilicata è terrificante, lo scarso spazio politico in cui organizzarsi ha creato in questi ultimi anni solo egoismi, approssimazioni e pressappochismo .
E’ mancata la vera Comunità, per dirla alla Bauman, quella Comunità che racchiude il senso della
collettività, della “collettività amica” quella che serve a far uscire dal ghetto le nostre genti con poco senso unitario, con scarsa coscienza sociale e scarso senso civico.
Sarò un inguaribile utopista, ma, aver vissuto dopo tanti anni di torpore e di umiliante appiattimento sociale due giornate di sussulto vero, di indignazione vera e di presa d’atto dei veri problemi senza infingimenti e senza demagogia è stato per me vera igiene mentale, vera musica per le mie orecchie. Vera Igiene mentale dopo “secoli” caratterizzati da una rumorosa sordità, per dirla alla Pasolini. Ritrovare oggi quel cuore pulsante delle donne mature di Potenza come le consorti degli Agricoltori di Scanzano e Taranto di ieri è motivo per me di grande soddisfazione.
Speriamo che queste manifestazioni di Acqua Pubblica Camastra , per restare nel tema, ci aiutino a farci uscire da questa terrificante società liquida.
Tutto ciò, da inguaribile sognatore, mai domo, e da cittadino lucano, senza Padrini e senza Padroni, voglio sperare, per l’ennesima volta, che questo microcosmo del Comitato “Acqua Pubblica Camastra”, prodotto da spontanea autogestione dal basso sia effettivamente un balsamo utile ad alleviare i tanti disagi delle famiglie e degli operatori commerciali e imprenditoriali in un processo di vera discontinuità con la politica politicante degli ultimi anni.
*Sociologo e Saggista