La terza commissione ha audito il dirigente generale del dipartimento Agricoltura, Emilia Piemontese sulla pdl “Salvaguardia degli ecosistemi acquatici della Basilicata mediante la regolamentazione dell’esercizio della pesca nelle acque pubbliche interne”, di iniziativa dei consiglieri Cicala, Coviello e Quarto.

EMILIA PIEMONTESE
“Con questa pdl – viene precisato nella relazione di accompagnamento – si intende ridefinire la disciplina in maniera innovativa, al fine di renderla più attuale e coerente con le esigenze nel frattempo intervenute, nonché di renderla più snella e di più facile applicabilità rispetto all’assetto normativo stabilito con la legge regionale 9 luglio 2009, n. 20 ‘Tutela e sviluppo della fauna ittica e regolamentazione della pesca nelle acque pubbliche interne della Basilicata’, che viene abrogata. La legge 20/2009 infatti può definirsi ‘troppo equilibrata’ e quindi priva delle funzioni basilari per far ancora meglio decollare l’attività alieutica. In primo luogo il riferimento è alla possibilità di dare in gestione alle federazioni ed associazioni riconosciute che ne fanno richiesta tratti di fiumi e laghi al fine di gestirle ai fini di pesca sportiva dilettantistica”.
Tra gli argomenti affrontati dalla Piemontese quello sull’attività di acquacoltura, l’attività economica organizzata, esercitata professionalmente e diretta all’allevamento o alla coltura di organismi acquatici, vegetali o animali “sino a questo momento non vi era nessun riferimento a tale attività”; sulla previsione dell’attività agonistica, “come risposta ad esigenze segnalate dal mondo dell’associazionismo” e sul registro delle licenze “un modo per avere il polso di un settore”. Sulla pdl sono intervenuti il consigliere Cicala (FdI), primo firmatario, per ribadire che si tratta di una legge quadro che contiene i principi fondamentali relativi all’ordinamento della materia e il consigliere Braia (IV) che ha chiesto di sottoscrivere la proposta di legge.
Il presidente Quarto ha ricordato che secondo il cronoprogramma stilato, la prossima volta saranno audite le Associazioni sportive ittiche ed eventualmente i rappresentanti dei relativi schemi idrici diffusi sul territorio regionale.