
Leonardo Pisani
Il rapporto tra Avigliano e il baccalà ha storie antiche, affondanti nella leggenda degli antichi conquistatori Normanni, discendenti di norreni provenienti dalla Norvegia, dalla Danimarca, dall’Islanda, ma sono leggende , di certo è che Avigliano è diventato un luogo di eccellenza -ormai riconosciuto anche oltre i confini lucani – nella preparazione del baccalà, nelle sue innumerevoli varinti antiche e moderne dal baccalà «della vigna», alle patate, ai «cimaruli», ai peperoni «cruschi», i cosiddetti «rosica rosica», «alla cantina», a «ciauredda», ma anche i ravioli e la pizza a base di baccalà, hanno reso la cittadina a piè del Carmine uno dei centri più rinomati del sud per la degustazione del baccalà. Leggenda a parte, Normanni e antichi Vichinghi a parte, il baccalà fu introdotto in Italia al tempo delle Repubbliche Marinare (X-XIII sec.) grazie alle rotte commerciali con le coste del Mare del Nord e divenuto ben presto pietanza importante, sostitutiva del pesce fresco, difficilmente trovabile soprattutto nelle zone montuose e troppo costoso, tanto da far parlare lo storico Braudel di «rivoluzione del merluzzo». Non sappiamo quanti quintali di baccalà consumati saranno consumati in questa edizione con migliaia di turisti nella tre giorni aviglianese da oggi 18 agosto alle ore 19 e sino al 20, dedicata al rinomato prodotto ittico considerato il piatto tipico della cucina della cittadina gianturchiana. Una quantità ragguardevole, che si spera quest’anno di superare, e che conferma l’importanza di una sagra che nel giro di 27 anni è diventata un appuntamento imprescindibile per tanti turisti che si recano ad Avigliano per immergersi nei mille sapori, tra ricette tradizionali e innovative, del merluzzo salato ed essiccato cucinato in abbinamento ai prodotti tipici e dal gusto forte della terra lucana.
Una kermesse gastronomica ma anche culturale, musicale, di intrattenimento e socialità che richiama anche visitatori da fuori regione: un autobus proveniente da Brindisi, sempre altri dal Barese, dalla Campania, dalla Calabria, Sicilia e anche dal Veneto. Anche da Campagna, nel Salernitano, dove si venera la Madonna di Avigliano. Questa ventisettesima edizione sarà all’insegna della tradizione e dell’innovazione e soprattutto della solidarietà: L’Ufficio Servizi Sociali ha predisposto ticket per le categorie economicamente deboli. La Sagra è di di tutti, bambini compresi: un parco giochi a loro dedicato con tanti gonfiabili e animazione. Un lavoro collettivo dell’intera macchina comunale: il sindaco di Avigliano ha chiesto di ringraziare su Talenti Lucani gli uffici comunali e in particolare l’ingegnere Rocco Fiore e la dottoressa Pina Iannielli, la Polizia Locale e la Protezione Civile che in questi tre giorni avranno una mole di lavoro stratosferico. A riassumere l’entusiasmo che si respira in questi giorni ad Avigliano ci pensano le parole del primo cittadino, il Sindaco Giuseppe Mecca: “Lo scorso anno abbiamo ripensato completamente un nuovo format di Sagra, rivelatosi vincente. Quest’anno portiamo altre innovazioni, anche di carattere grafico ed estetico, che rappresenteranno un colpo d’occhio per tutte le persone che verranno a visitare la nostra Città.
Abbiamo già avuto tantissime richieste dalle regioni limitrofe, interessate anche a pernottare ad Avigliano in vista del baccapranzo della domenica, altra grande intuizione introdotta lo scorso anno. La Sagra del Baccalà rappresenta una grande vetrina per la Città di Avigliano, che sono certo saprà farsi trovare pronta sfoderando l’inimitabile bagaglio secolare di tradizioni artigiane, storiche, culturali e culinarie. Intanto giovedì sera alle 20:30 sveliamo agli aviglianesi una prima sorpresa, cogliendo l’occasione di un pensiero rivolto a tutte le persone che ci faranno visita per presentare anche la 27a edizione”- Cosa ci sarà ? L’Apertura degli stand prevista per il giorno venerdì 18 alle ore 19:00, con un percorso che si articolerà dal piazzale della Stazione Fal fino a Piazza Gianturco. Un momento di esaltazione della tradizione secolare aviglianese, non solo in chiave culinaria con il baccalà principe assoluto della tre giorni, insieme al tarallo aviglianese ovvero LU MUSTAZUOL CU LU NASPERE ed alla STRAZZATA AVIGLIANESE: che ricordiamo essere una focaccia impastata con il pepe e cotta al forno a legna, ripiena di prosciutto crudo e provolone, un tempo cibo nuziale assieme ai mustazzuol, , ma anche tantissimi espositori che metteranno in luce l’artigianato di Avigliano, con i suoi elementi peculiari in testa: dalla balestra al telaio.
Il format, radicalmente modificato nel 2022 dalla nuova amministrazione Mecca, presenta forti elementi di innovazione, come ad esempio il concorso di idee gastronomico rivolto ai ristoratori con l’obiettivo di creare un ricettario di piatti innovati a base di baccalà. Fino al baccapranzo, evento che si terrà in Piazza Gianturco la domenica 20 agosto ore 13:30, e che raccoglierà anche quest’anno centinaia di giovani in un vero e proprio pranzo di comunità, con vari intrattenimenti musicali. Larghissima anche quest’anno la partecipazione, con 30 stand presenti, tantissimi ristoratori pronti a proporre il baccalà in tutte le salse. Previsti intrattenimenti, lo spettacolo dei quadri plastici junior, giochi per bambini, servizi alle famiglie e dj set per i più giovani. Da rimarcare anche l’innovazione: il terzo concorso gastronomico che premia con 1000 euro la ricetta di baccalà più innovativa e la degustazione a cura dello chef Angelo Galasso, aviglianese doc ma fondatore del ristorante “Pane & Olio” a Mons in Belgio e dello Chef Michelangelo Possidente del ristorante “Santo Ginepro” a San Nicola di Pietragalla.