AGOSTO IN FESTA!

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PATRIZIA BARRESE

Ferragosto è uno dei momenti più attesi dell’estate, l’Italia in ogni regione si anima di eventi e sagre che celebrano la cultura, la tradizione e la buona cucina che ci identifica nel mondo. Che siate amanti di feste popolari, spettacoli all’aperto o di degustazioni di specialità locali, agosto offre a tutti eventi in programma che aiutano a pianificare le calde sere d’estate e del divertimento tra mare, montagna e colline, laghi e borghi storici, per scoprire le tradizioni più autentiche, gustare piatti tipici e vivere l’atmosfera di questo mese rovente. 

Gli eventi dedicati al nettare degli dei sono alle porte e dopo ferragosto, come ogni anno, i “calici di stelle” tintinnano con appuntamenti enologici affascinanti per degustare vino DOC nelle cantine e nei centri più caratteristici dei territori del vino in tutto lo Stivale, particolarità locali che, dal Piemonte al Veneto, dalla Toscana, all’Emilia sino a Puglia e Sicilia, giungono fino alla Basilicata e al nostro Barolo del Sud: l’AglianicoE da Nord a Sud sono tanti i comuni pronti ad accogliere turisti e wine lover, incentivando la cultura del vino di qualità, del bere consapevole e delle tante realtà enologiche che possiamo vantare in Italia. Nel fine settimana dopo ferragosto l’evento puntuale di “Cantinando Wine&Art”, il suggestivo festival di musica e enogastronomia realizzato presso il Parco Urbano delle Cantine di Barile, accoglierà i visitatori con eventi di grande interesse culturale – musica, pittura, cinema, scultura – presso le cantine di tufo in località Sheshë, location scelta nel 1964 da Pier Paolo Pasolini per la realizzazione del film “Il Vangelo Secondo Matteo”…sotto le stelle il vino affascina con momenti unici e coinvolgenti, da sempre il vino è simbolo di natura, tradizione e convivialità. 

Ma ciò che caratterizza Agosto, nell’immaginario collettivo il mese estivo per eccellenza, quello delle vacanze e delle città semideserte, sono le numerose feste patronali che “rendono gloria” ai propri patroni, legate ad antichi riti propiziatori e di purificazione a ridosso di importanti avvenimenti connessi all’agricoltura, come la semina dei campi, la raccolta o la vendemmia. Una tradizione radicata nei luoghi e nella gente, le feste patronali sono diffuse in tutta Italia, tuttavia il Meridione si pregia di essere teatro di moltissime delle più celebri, che ogni anno attirano innumerevoli partecipanti. Ogni festa si differenzia dall’altra, tanto che persino le celebrazioni dedicate allo stesso santo possono variare da città a città, da regione a regione ma l’elemento che sicuramente accomuna è la partecipazione generale. 

In queste speciali occasioni – molto attese dai fedeli e da coloro che, trasferitisi all’estero per motivi di lavoro, d’estate fanno rientro nei propri paesi natii – l’intera comunità si mobilita, animando i vari rioni cittadini per prendere parte in modo attivo ed entusiastico a quella che non è solo una data calendarizzata nel palinsesto di eventi estivi, ma una vera e propria espressione culturale, oltre che di fede e devozione. Il mescolarsi di sacro e profano attira i visitatori, dalle luminarie, simbolo per eccellenza delle feste popolari, che diventano vere e proprie forme d’arte trasfigurata in luce, alle bancarelle, dalla musica alle giostre, dalla partecipazione in abiti tradizionali ai fuochi d’artificio dalle spettacolari scenografie. Spesso queste feste recuperano avvenimenti storici aggiungendo al sentimento religioso anche un significato culturale e un senso di memoria storica inestimabile. Altra caratteristica tipica delle feste patronali, la presenza e la partecipazione delle Confraternite, associazioni pubbliche di fedeli impegnati ad incrementare il culto e la devozione popolare. 

Processioni e cerimonie religiose – nonostante la moderna superficialità della nostra epoca, resistono conservando uno spazio vivo nel sociale – si celebrano in tante chiese e santuari che vantano di una ricca storia artistica e culturale. Madonne e santi esposti ai devoti, sono portati in trono con particolari coreografie, ricoperti di monili d’oro, costruzioni di ceri e altari secolari a testimoniare la fede e l’amore di ogni popolo verso chi dall’Alto “atterra e suscita, affanna e consola”. Nel Vulture-Melfese, in Basilicata, sono tante le comunità cristiane che, il giorno di ferragosto liturgicamente festeggiano l’assunzione di Maria Vergine e madre. La processione del simulacro della Madonna e le celebrazioni in onore della Madre di Dio sono un invito a riscoprire le radici religiose della nostra cultura, a prenderci cura della fede e delle tradizioni trasmesse per guardare il nostro tempo e come atto di affidamento speranzoso al futuro. Ma atti di affidamento e processioni caratteristiche si organizzano per San Donato e San Rocco. Ripacandida, è un piccolo borgo lucano dove, tra i palazzi baronali del 1700 si custodisce il santuario di San Donato, uno dei monumenti religiosi più importanti della Basilicata, sede del ciclo pittorico di affreschi rappresentanti “scene Bibliche” che ricordano quelli di Giotto, e Ripacandida è conosciuta come «la piccola Assisi di Basilicata». 

Per San Rocco, da Tolve ad Albano di Lucania, da Satriano ad Irsina, sono tanti i comuni della regione e non solo, che si apprestano a festeggiare il “santo dei miracoli”: imponenti statue lignee, itineranti tra i paesi che brulicano di vicoli, vengono portate in processione, in spalla dai portatori devoti. Tra i tanti paesi del Mezzogiorno d’Italia in cui il santo di Montpellier è venerato e festeggiato, un posto di rilievo va riconosciuto a Tolve, uno dei principali centri di spiritualità della Basilicata per l’intensa devozione alla figura di San Rocco.  La lunga tradizione e la vivacità del culto per il santo richiama ogni anno, decine di migliaia di pellegrini da numerose regioni e in occasione della festa la statua è ricoperta da un manto d’oro che pare ammonti a circa un milione di euro realizzato componendo i numerosissimi ex voto donati al santo per testimoniare il particolare legame di devozione e testimoniare le Sue virtù taumaturgiche. In passato al Santo venivano offerti oro, denaro, capi di bestiame, dipinti, abiti da sposa o di battesimo e trecce di capelli per grazie ricevute o per propiziare richieste di aiuto. Di grande interesse è la festa che si tiene il 16 agosto a Satriano di Lucania, giorno in cui il paese diventa un focolaio di passione per pellegrini e fedeli che dedicano al santo una particolare ricorrenza. 

E nelle feste patronali dedicate ai santi protettori, spesso venerati per aver salvato la popolazione da pestilenze e gravi calamità naturali, altro elemento che più caratterizza le regioni meridionali, fra arte, storia, cultura e la ricchezza culinaria, si distinguono gli accompagnamenti che fanno scatenare in danze ricche di ritmo e tradizione e immancabili sono le bande musicali. Le proposte musicali del Vulture-Melfese, ricordano nomi illustri: la Banda “Giovanni Orsomando” e la Banda Musicale “Giuseppe Verdi” di Rionero in Vulture, quest’ultima largamente affermata, vanta una storica tradizione musicale di generazioni. Dirette da maestri esperti e appassionati, le bande propongono durante i cortei religiosi, vasti repertori operistici, sinfonici e popolari capaci di figurare in tutte le piazze con dignità in ogni manifestazione, e in queste feste si ha il piacere di ascoltare i brani proposti, le note delle bande creano un’atmosfera solenne e commovente, sottolineando i momenti più importanti delle processioni. 

Assistere a questi eventi significa scoprire l’unione, il legame e l’emozione che questi momenti di vita comune generano, perché queste manifestazioni religiose rappresentano il senso di appartenenza alle proprie radici, alla propria terra e gli eventi che si rinnovano di anno in anno, sebbene possano apparire come un’antica tradizione ormai in disuso e solo per i credenti, vengono vissuti come un momento comunitario davvero molto sentito nel Meridione. La modernizzazione della società rappresenta una sfida per le tradizioni religiose così come lo è tramandare le tradizioni alle nuove generazioni ma nelle sfide del domani, tra tradizione e innovazione, con il mescolarsi del sacro e del profano, la fede sarà forse l’unica bussola a guidarci in un futuro di speranza, la parte viva e vitale della nostra cultura, l’unico ponte a collegare passato, presente e futuro.

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Sull' Autore

Insegnante lucana con la passione per la scrittura. Amo la mia terra sebbene per lavoro io risieda a Milano. Scrivere e condividere la passione per la scrittura e poter divulgare anche da lontano per rendere "maggiormente visibile" il nostro paese è uno dei miei desideri. Il mio paese natio è Rionero in Vulture.

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