“TUTTA COLPA DI CENERENTOLA “- LA FAVOLA RIVISTA DALLA REALTA’

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ANGELA MARIA GUMA

 

Organizzato dalla locale sezione Fidapa , si è svolto,  nella suggestiva cornice di Palazzo Albano Gaeta ,un evento culturale di grande spessore ,  alla presenza di un numeroso e interessato pubblico, del Sindaco De Luca e della Consigliera delle Pari Opportunità Avv. Ivana Pipponzi. Lo spettacolo dal suggestivo titolo “Tutta colpa di Cenerentola” prodotto da Checkmate Communication, ha visto la realizzazione di installazioni sceniche e sonore, dove la musica si è congiunta alla recitazione e ha avuto il nobile fine di sensibilizzare i presenti su tematiche scottanti quali la salvaguardia dei diritti umani in generale e delle donne in particolare.   

                                                

L’evento è nato da un forte sodalizio tra la sezione Fidapa di Pignola e “Arte in Azione” che, con il progetto “Il Teatro in Streaming”, ideato e promosso da Francesca Bochicchio, si prefigge di portare l’arte direttamente nelle case di tutti e offrire agli artisti locali una visibilità a livello internazionale oltre ad utilizzare l’arte e lo spettacolo come mezzi per trattare argomenti importanti, dando voce alle esperienze e alle sfide che le donne affrontano quotidianamente.

Grazie a questa collaborazione lo spettacolo non è stato solo un momento di intrattenimento ma ha offerto una preziosa opportunità di educare il pubblico sulle questioni legate all’uguaglianza di genere e alla valorizzazione del ruolo delle donne nella società. La scelta del titolo è stata provocatoria perché ha inteso scardinare stereotipi che alcune favole tradizionali hanno contribuito a radicare nella società. Lo spettacolo ha visto performance di alto livello organizzate in tre ambienti nei quali la tematica proposta ha avuto la sua evoluzione.

Nella prima stanza si è affrontato il tema dei pregiudizi di genere e della violenza con narrazioni e rappresentazioni sceniche, nella seconda è stata rappresentata la raggiunta consapevolezza dei propri diritti attraverso una suggestiva performance musicale legata alla rappresentazione grafica, nella terza, infine, sono stati inscenati monologhi ben recitati che hanno trasmesso una forte emozione e contribuito a far immedesimare il pubblico nella sofferenza patita dalle donne che si sono spese per la conquista dei loro diritti.

 

In definitiva  è stato un modo originale e ben riuscito per dar voce alle donne e garantire i diritti negati da falsi stereotipi di genere.

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