editoriale
Varie cose messe insieme stanno a testimoniare che sulle politiche economiche di questa regione si intende
imprimere una svolta, puntando decisamente su agricoltura e turismo. Il miracolo nero si è palesato per quello che è: la fregatura più grande che si potesse dare ad una regione dove all’arricchimento di pochi, compagnie ed affini, si è contrapposto un impoverimento complessivo della comunità regionale che manifesta tassi altissimi di povertà, indici altrettanto alti di invecchiamento e di dispersione della forza attiva, soprattutto di quella intellettuale. Tornare alle risorse che costituiscono la ricchezza vera di questa regione, nelle sue matrici ambientali , storiche ed economiche, è stata una necessità, oltre che una riflessione autocritica da parte delle Istituzioni rispetto all’euforico abbandono allo sfruttamento del sottosuolo, al di là delle stesse distorsioni e delle stesse maramalderie che sono state ampiamente individuate e parzialmente punite. Quando il Governatore Pittella va a far visita ad una delle poche industrie serie che il bando Treviso ha portato in Basilicata, cioè l’azienda di biscotti Di LeO, lancia un messaggio di svolta, nel senso che offre l’immagine di un futuro in cui la qualità, la tipicità dei prodotti, la genuinità diventano il business vero di una Basilicata che offre le sue cose e si offre ai visitatori del Mondo come un territorio da vedere, da visitare e da gustare. La stessa cosa sta facendo l’assessore Braia, con le sue visite nelle aziende zootecniche, da lui considerate, e giustamente, come le vere risorse da valorizzare e da difendere anche contro una disinformazione in parte esistente. Detto, in altra sede, che questa nuova politica economica non va declamata ma praticata con azioni coerenti e conseguenti ( tipo il distretto zootecnico nella zona del murese, la revisione dei distretti e il loro affidamento a imprenditori e non a pensionati in cerca di soddisfazioni, l’approntamento di aree artigiano-industriali specificamente dedicate alla trasformazione agricola e zootecnica) incombe sulla Regione il dovere di trovare una strategia di convergenza con le altre regioni meridionali per cambiare finalmente le leggi che consentono di bypassare in tema energetico la volontà delle regioni. Se ancora oggi , nonostante tutto, c’è il pericolo che a San Nicola, accanto ad aziende agricole , arrivino impianti di compostaggio o impianti di biomasse a jesce , o che inceneritori si riciclino sulla base di prodotti innovativi che tali non sono, allora bisogna stare attenti ai passi da compiere, perchè se è vero che c’è la volontà di svoltare è pur vero che bisogna attrezzarsi per vigilare che cosa puo’ trovarsi dietro l’angolo. Rocco Rosa