AI MIEI NONNI!

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 Margherita Marzario

 

Ho avuto la fortuna e la gioia di conoscere e vivere tutti e quattro i nonni (e anche un bisnonno) e da e di ciascuno di loro ho preso qualcosa, anzi tanto, tra cui lo scrivere instancabilmente, sulla scia del nonno paterno che, paralitico sulla sedia, annotava tutto, e del nonno materno che, “contadino cervello fino”, scriveva, in un mondo di analfabeti e sfruttati, lettere e denunce anche per gli altri e in difesa dei diritti di tutti.

21 gennaio 1909, nasceva mia nonna paterna Grazia. La ricordo seduta nel suo solito posto, davanti al camino, con le gambe leggermente aperte sotto il gonnellone scuro che le penzolava appena sui lati. A noi nipoti dava qualche fava abbrustolita sotto la cenere e i carboni o qualche fico secco infornato e raccontava “i strotl” (espressione dialettale che sembra evocare la parola “stornelli”), più che storielle, le sue vicissitudini, il suo sforzo di imparare da autodidatta, durante la prima guerra mondiale, a leggere e scrivere quel po’ che potesse bastare nella vita di tutti i giorni, i sacrifici durante la seconda guerra mondiale, aneddoti vari. Un’epoca lontana, un’epoca diversa, in cui non c’era distinzione tra nonni paterni e materni, ma c’erano solo i nonni, il rispetto, l’ascolto, la compagnia, l’esempio, lo sguardo espressivo, poche parole semplici, senza alcuna interpretazione, dietrologia, lettura tra le righe o altra dissonanza, bensì soltanto emozioni sincere che sarebbero diventate ricordi basilari nella crescita e nel fruttificare i semi ricevuti.

Mio nonno materno Antonio aveva seguito il grado massimo degli studi consentiti all’epoca e che non aveva potuto proseguire perché non era il primogenito e perché le spese in seminario (unici studi possibili) erano gravose. Emigrante in Germania dove aveva dormito in capannoni con altri meridionali. Nonostante la durezza del lavoro e della vita, studiava la lingua tedesca e ammirava e rispettava la cultura tedesca. Tornato definitivamente al paese per veder crescere me, nipotina, ha ripreso la sua amata agricoltura. Suonatore autodidatta di più strumenti. Potatore come un cesellatore e con manuali da studiare e seguire. Sperimentatore di innesti. Appassionato di nuove colture, in particolare di ortaggi, bisognosi di più cure, anche per garantire prodotti veramente biologici a noi tre nipoti. Cosa non faceva e cosa non era: vivaista, apicoltore,… insomma un vero cultore e intenditore! Lettore onnivoro, da Cechov ai quotidiani. Attivista dei diritti, in particolare di quelli dei lavoratori. Amante e, al tempo stesso, selettivo della buona compagnia. Fumatore delle Nazionali da cui cercavo di farlo desistere e che abbandonò dalla mattina alla sera, ma ormai era troppo tardi. Acquistava ogni attrezzo artigianale o ogni altra novità da far conoscere a noi tre curiosi bambini. S’informava quotidianamente dei nostri progressi e successi scolastici. Condivideva con noi tutto, a cominciare dal suo sorriso (nonostante la dentiera) e le sue battute. Nei 16 anni che mi è stato accanto, dalla mia parte, mi ha dato più di 16 perle! I nonni: pionieri di vita, coloro che trasmettono passioni, pazienza nel tempo, parsimonia del tempo, pace interiore. Mio nonno Antonio: colui che ora sarebbe stato il mio migliore interlocutore, ascoltatore, lettore in uno scenario in cui mancano sempre più i veri Uomini!

Mia nonna materna Margherita, nonostante fosse agli estremi per la malattia, continuava a rispondere “bene” a chiunque le chiedesse come si sentisse. Da lei ho preso il nome, contravvenendo alla tradizione di allora in paese, i capelli leggermente ondulati e la pelle delicata. Sono nata nella sua casa, nel suo letto matrimoniale (dove mi è capitato di dormire, poi, durante la sua vedovanza quasi decennale, tra le lenzuola profumate di ammorbidente). Ho passato da lei tutte le mie domeniche d’infanzia, giocavo con l’impasto dei “cavatelli”, con le sue borsette a fare la maestra dei miei due alunni, impersonati dai miei fratelli gemelli, e tanto altro. Sono cresciuta tra le sue pareti, accoglienti come le sue braccia, facendo su e giù dalla sua soffitta cui si accedeva da una scala di ferro zincata retraibile dalla botola. Lì sopra passavo ore a rovistare nei cassetti di un vecchio comò dietro una tenda, in quelli del baule da viaggio usato durante l’emigrazione in Germania e ovunque si potessero mettere mani e naso. E sognavo, fantasticavo, inglobavo emozioni, quelle emozioni che ora mi fanno ricordare quei momenti e quella grande persona. Mia nonna, lasciata analfabeta dalla cultura del tempo, era tanto solerte con gli altri quanto lasciata, spesso, sola dagli altri. Il suo grande cuore mi ha lasciato un grande esempio di vita e un grande vuoto in me: il più bel testamento che si possa scrivere per i nipoti e per i posteri!

Un nonno guarda commosso il nipote che gli corre avanti e che non riesce più a seguire nella sua foga ed esclama: “Noi gli diamo le ali e poi…”. S’interrompe, forse consapevole del futuro che gli sfugge dalle mani come quell’aquilone di cui parlava Madre Teresa di Calcutta in uno dei suoi scritti. I nonni: quello sguardo commosso e quella parola positiva che ti accompagneranno lungo qualsiasi strada e oltre qualsiasi errore.

Papa Francesco sulla nonna Rosa: “È stata spogliata tante volte negli affetti, ma aveva sempre lo sguardo in alto. Diceva poche cose di una saggezza semplice. Consigliava poco, ma si vedeva che rifletteva tanto e pregava tanto”. I nonni di una volta, i nipoti di una volta: un rapporto fatto di presenza, di stare, sostare, restare. A voi miei cari nonni paterni Vincenzo e Grazia, e materni, Antonio e Margherita! Resilienza: pur senza aver mai conosciuto questa parola, i nostri nonni erano esempio di resilienza e lo restano per noi, nipoti per tutta la vita, oltre la loro vita!

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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